Come spesso accade per le esperienze più belle e significative, il mio incontro con la Pedagogia Clinica è stato del tutto inaspettato. Mi ero laureato in Psicologia anni prima ed operavo nel mondo della scuola a sostegno di ragazzi con deficit sensoriali. Nel frattempo avevo deciso di accrescere la mia professionalità e avevo deciso di iscrivermi al corso di specializzazione in Mediazione Familiare presso l’ISFAR di Firenze. In questa sede ho avuto modo di conoscere Pedagogisti Clinici in formazione nonché insegnanti della Scuola di Pedagogia Clinica ed ho cominciato a raccogliere informazioni rispetto a questa scienza distintiva. Non nascondo le mie iniziali perplessità dovute per lo più ad una scarsa personale conoscenza rispetto a questo ambito, ma non posso ugualmente dimenticare l’entusiasmo nel raccontare questo mondo che caratterizzava tutti coloro con i quali mi capitasse di relazionarmi. Il mondo della scuola e della disabilità nel quale operavo da tempo mi avevano fatto ben comprendere la necessità di approcciarsi all’altro con modalità che tenessero conto delle unicità, più precisamente delle infinite risorse e ricchezze che questa unicità offriva, oltre ai limiti offerti dalle mere etichette diagnostiche, pur necessarie in taluni contesti. Parimenti la mia formazione in Mediazione Familiare mi aveva reso evidenti necessità di ulteriori competenze che potessero completarmi maggiormente e offrirmi quelle opportunità di “stare con l’altro” in modi nuovi e più rispondenti ai bisogni che mi venivano espressi anche nel contesto dello studio professionale.Detto fatto.
Poco tempo è passato prima che l’incontro con il prof. Guido Pesci e la prof.ssa Marta Mani facessero il resto e mi trasportassero in un mondo di alta specializzazione, competenza e passione.
Ricordo ancora in maniera distinta il primo giorno della scuola di formazione in Pedagogia Clinica: il sorriso accogliente della professoressa Mani, la mano sulla spalla del prof. Guido Pesci e le loro parole preziose che ad oggi sono impresse dentro di me e che mi hanno trasformato, ancor prima che in un professionista, in una persona che fa dei principi di accoglienza e rispetto, propri della Pedagogia Clinica, il proprio stile di vita.
Il percorso di formazione è stato un viaggio di crescita personale e professionale reso ancor più entusiasmante dal continuo confronto con colleghi ed insegnanti, dalla autenticità delle esperienze vissute in prima persona e dai contenuti scientifici proposti. Nel 2020 ho conseguito la formazione discutendo con piacere una tesi che coniugasse la Pedagogia Clinica con la disabilità visiva e che mi ha consentito di iniziare a mettere in campo parte di quelle preziose conoscenze acquisite durante il percorso formativo.
Ad oggi, lavorando come libero professionista, non ho perso il desiderio di approfondire e studiare, convinto che la formazione continua e l’educazione, in primis di noi stessi, siano la chiave per essere i professionisti che siamo chiamati ad essere. Ringrazio di cuore il prof. Guido Pesci e tutti gli insegnanti che ho incontrato per avermi fatto vedere il mondo secondo una nuova e più ampia prospettiva, per il continuo impegno di ricerca scientifica e mi auguro che non manchino mai preziose occasioni di confronto come quelle di cui serbo preziosamente il ricordo.
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