Monia Musciotto

Il mio incontro con la Pedagogia Clinica è avvenuto quando avevo passato da un po’ i quarant’anni. Laureata in Scienze dell’Educazione, avevo vinto il Concorso all’Infanzia e nel 2007 ero entrata di ruolo in un Istituto Comprensivo di Scandicci. Il lavoro e la famiglia assorbivano le mie energie e i miei interessi professionali gravitavano intorno alla scuola. Nel 2016, in seguito a un grande cambiamento che era avvenuto nella mia vita privata, ho sentito che il solo ruolo di insegnante, che adoravo e che adoro tuttora, mi stava stretto: avevo bisogno di un cambiamento. Stavo pensando senza troppa convinzione di chiedere il passaggio alla Primaria quando nel mio plesso arrivò la locandina della Scuola Internazionale di Pedagogia Clinica. Sentii subito che quella era la svolta che cercavo. L’open day a cui partecipai qualche mese dopo poté solo confermare che quella era la strada che stavo cercando e che mi avrebbe cambiato la vita. Il corso è stato impegnativo, non solo da un punto di vista orario ma anche di energie mentali. Per me era tutto una scoperta nuova: i metodi, l’approccio, e poi le PAD: Potenzialità, Abilità, Disponibilità. Era ciò che cercavo. Vedere e far vedere alla persona i suoi punti di forza e da lì iniziare una relazione di aiuto anziché dalle “mancanze” è stato per me illuminante. Sì, perché il modo in cui molti miei colleghi insegnanti purtroppo si rapportano ai loro alunni è sottolineando ciò che non sanno fare, creando ansia e bassa autostima, scarso rendimento e avversione per la scuola; modalità con cui non mi sono mai trovata a mio agio, ma non avevo gli strumenti che mi sostenessero in questa modalità. Con la Pedagogia Clinica avevo finalmente una “scienza” dalla mia parte; una scienza che potevo usare per sostenere le mie idee con i colleghi e portare avanti un diverso approccio educativo. La Pedagogia Clinica mi ha dato “occhi nuovi” e uno spirito diverso per affrontare al meglio le relazioni che ogni giorno mi trovo a vivere non solo come insegnante, ma anche a livello figlia, madre, compagna, amica. La scelta di praticare la libera professione, che svolgo dal 2019, è venuta naturale anche se continuo, con grande piacere, a fare l’insegnante di scuola dell’infanzia. Nel mio studio ho la possibilità di aiutare le persone a fare chiarezza dentro di sé facendo in modo che dipanino il groviglio di emozioni, di sensazioni e la confusione mentale che spesso hanno quando si siedono davanti a me la prima volta.
Il lavoro del Pedagogista Clinico® richiede tempo: il processo educativo che intraprendiamo non può stabilirsi in un tempo definito. Alla fine del percorso, però, è gratificante vedere il diverso modo con cui le persone si pongono davanti alla vita e ai problemi che essa mette sulla loro strada. Sì. decisamente la Pedagogia Clinica cambia la vita!