Voglio iniziare con la mia conoscenza dell’ISFAR che ha dato un cambiamento notevole alla mia vita personale e lavorativa. Dopo una decina d’anni del ruolo di educatrice in un centro diurno di soggetti adulti con disabilità prevalentemente fisica e psichica, non mi soddisfaceva abbastanza volevo ampliare le mie conoscenze educative e metodologiche. La mission della realtà in cui lavoravo aveva come obiettivo principale, la promozione della persona qualunque fosse la sua condizione di vita. Questo mi affascinava e mi spingeva sempre di più a potenziare quelle mie umili conoscenze educative. Quel tarlo si faceva sempre più insistente finché un giorno mi arrivò per caso la notizia che a Firenze si svolgeva un corso di Psicomotricità Funzionale® condotta dal Prof. Jean Le Boulch e il Prof. Guido Pesci. Il mio viaggio inizia con il primo incontro, il 27 settembre 1999 e lì che ho scoperto e trovato ciò che veramente cercavo. La ricerca interiore e la voglia di crescere sul piano professionale e personale mi hanno indotto a continuare questo percorso con la Prof.ssa L. Bulli e la Prof.ssa Paola Ricci che ancora oggi ringrazio per avermi accolto con responsabile professionalità e umanità. È stata una scoperta di tutto un mondo nel quale il Prof, Le Boulch prima e le Prof.sse Ricci e Bulli poi mi hanno fatto emergere un mondo nuovo vibrante di vita e soprattutto a colori; ne sono riemersa cosciente di potenziali umani insospettati, coinvolta fino in fondo come ri-plasmata e trasformata dentro. Finito questo meraviglioso percorso, ho iniziato a lavorare come Psicomotricista Funzionale nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria attraverso progetti studiati in sinergia con il POF di ogni realtà scolastica. In questa esperienza della Psicomotricità Funzionale® sono nata una seconda volta mettendo in gioco le memorie del corpo, da quelle prenatali a quella della nascita, sono entrata in nuovo modo di vivere la vita la quale partendo da un sogno, via via mi sono srotolata nella realtà di un’esistenza diversa. In tutte le mitologie con un sogno appunto inizia il viaggio dell’eroe che muove alla scoperta del mondo, ed accumula conquiste, conoscenze, approfondimenti. Il mio viaggio continua. Attraverso i vari corsi di aggiornamento sentivo parlare sempre della Pedagogia Clinica in aiuto alla persona è, proprio questa dicitura “in aiuto alla persona” che mi ha fatto incuriosire, avvicinare, pensando che si facesse riferimento non più ad una fascia d’ età o ad uno status, bensì all’Essere nella sua interezza: all’individuo nella sua unicità e globalità in relazione con il mondo inteso come protagonista di vita. Finalmente è arrivato il momento di essere operativi e far sì che il solo sentirne parlare non si fermasse solo all’ascolto ma, fare di quell’incontro, di quella scienza un’altra opportunità di vita professionale e personale che avrebbe reso ancora più completa la mia professione, una sintonia perfetta tra Pedagogia Clinica e Psicomotricità Funzionale®. Nel 2018 questa sinergia diventa realtà. Nel 2019 viene riattivato subito il progetto di tesi : “Teatro e Pedagogia Clinica: una sinergia danzante alla scoperta del corpo e del suo potenziale creativo”, su una classe 3^ superiore di 2 grado dell’istituto Gattapone. Lo stesso anno con due classi quinte del terzo circolo, continua la sinergia danzante anche con la Psicomotricità Funzionale attraverso la creatività e la consapevolezza del sé, toccando il tema del rispetto dell’ambiente. Il progetto ha come finalità la realizzazione di un libro: “Voci Incisive ribelli uniche sempre”. Quest’anno alla biblioteca Sperelliana si è iniziato insieme con una collega psicologa vari laboratori e progetti che coinvolgono fasce di età comprese fra tre e quattordici anni, adulti e insegnanti. Al centro sociale San Pietro dopo la prima edizione del progetto: “Armoniosamente” con un gruppo di adulti (età compresa tra 60-80 anni), è stata richiesta la continuazione per altri due anni con l’apertura di uno sportello d’ascolto pedagogico clinico. Il lavoro di libera professione in studio in questo periodo è con bambini con difficoltà grafo-motorie, disturbo pervasivo dello sviluppo, coppie, gruppi. Attraverso questo percorso che non finisce mai, ognuno di noi, impara ogni giorno a conoscere se stessi: è la strada maestra per potersi rapportare con gli altri correttamente per ascoltarsi intenzionalmente e reciprocamente capirsi. Non bisogna mai dimenticare le potenzialità di ogni essere umano- bambino, adulto, anziano, o disabile, ma dare sempre l’opportunità di farle esprimere e se manteniamo vive in noi le motivazioni di coglierle e le volontà di valorizzarle, esse emergono con il loro stigma di nobile umanità.
Il Prof. Jean Le Boulch e il Prof. Guido Pesci in primis, tutti i docenti ISFAR dopo, mi hanno insegnato a non perdere mai stupore e meraviglia perché da queste nascono la dedizione e la gratitudine; sì anche la gratitudine perché a loro sono grata per avermi insegnato ad apprezzare le piccole grandi conquiste quotidiane, a rispettare i tempi lunghi ed i ritmi individuali di maturazione, per avermi dato la forza il coraggio di cambiare e di intraprendere questo viaggio meraviglioso. Con questo non posso fare a meno di ricordare una frase di Marcel Proust: “ Viaggiare non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”.
Vedere quindi il soggetto prima di tutto come persona con le sue (PAD) potenzialità, abilità, e disponibilità poiché è al centro di una continua evoluzione. La Pedagogia Clinica con i suoi metodi e tecniche da l’opportunità di progettare interventi su misura per ogni persona.
Avere nuovi occhi quindi è quello che consiglio a ogni individuo che vuole intraprendere un nuovo viaggio verso una formazione d’elite. La formazione continua, dell’ISFAR. Grazie.

