Olga Piemontese

Durante il mio percorso universitario, svolto presso la facoltà di Scienze della Formazione di Firenze, ricordo di aver avanzato negli studi con determinazione, ma ad accompagnarmi, costante, la sensazione di incompletezza. Le basi teoriche si arricchivano, esame dopo esame, la teoria rendeva solide le conoscenze, ma anche durante i momenti di tirocinio sentivo un leggero senso di insoddisfazione. Si faceva largo l’idea che l’area di azione era quella che mi piaceva, ma a mancare erano le risorse pratiche, adatte alle esigenze che incontravo; mi sentivo, in sostanza, povera di strumenti operativi.
Durante uno dei miei viaggi umanitari in Burkina Faso, conobbi una collega: fu da quell’incontro che venni a conoscenza della Scuola di formazione post-universitaria del Prof. G. Pesci.
È iniziato così un tempo di ricerca, di domande e comprensione degli eventuali sbocchi fino a maturare la decisione di iscrivermi: era il 2012 e mentre portavo avanti lo studio universitario e mi destreggiavo in lavori inizialmente saltuari per poi trovare una dimensione stabile, impegno necessario per poter sostenere gli studi, decisi che avrei intrapreso la formazione presso ISFAR. Un percorso intenso, dove non nascondo la fatica che spesso mi assorbiva, ma che nell’avanzare mi offriva sempre maggiori strumenti.
La struttura del corso per diventare Pedagogista Clinico® è stato esso stesso l’attivatore per un costante rinnovo alla motivazione: spesso la vita frenetica e talvolta anche le delusioni in campo lavorativo, alimentavano in me stanchezza e disamore. La formazione, che per sua struttura è pensata in modo molto pratico e dinamico, oltre che facilitante per coloro che sono impegnati nel lavoro, ha permesso di riaccendere in ogni week end e soprattutto grazie ai momenti di confronto e di sperimentazione delle tecniche, l’ardore necessario a non mollare e avere sete di conquistare il traguardo.
Entrare in contatto con il corso di Pedagogia Clinica mi ha permesso di apprendere un vasto strumentario metodologico immediatamente spendibile e che finalmente mi faceva sentire capace. Competente è colui che abita con disponibilità e armonia le risorse, che si orienta con piene capacità nella materia; spesso oggi ripeto che il Pedagogista Clinico® è colui che sa abilmente so-stare, colui che non ha fretta e riconosce e sostiene il valore tempo, quel professionista che è abilmente predisposto a sostenere l’altro nel perseguire e raggiungere i propri obiettivi, riconoscere le personali vittorie: tutto questo è possibile quando si svolge la professione avendola interiorizzata, se si è abbracciato il proprio percorso maieutico e dunque si è i primi a rendersi disponibili all’incontro con se stessi. Il percorso formativo mi ha dato modo di acquisire risorse necessarie per svolgere il futuro lavoro, ma sopra ogni altra cosa, mi ha formata, ha dato forma al mio nuovo abito, quell’abitare il mio corpo in relazione al mondo.
A conclusione del percorso, durante la messa in pratica e nella strutturazione dell’elaborato di fine corso, ho realizzato, assieme ad una collega, un progetto finanziato, all’interno dei servizi della cooperativa nella quale eravamo dipendenti. Il lavoro riscosse successo e mi permise di raccogliere immediatamente i frutti di ciò che avevamo studiato nei due anni precedenti.
L’entusiasmo aumentò e forse complice anche la stanchezza di un lavoro subordinato, ho speso molte energie e risorse per attivare immediatamente l’avvio della libera professione.
Certamente le opportunità non piovono dal cielo, ma l’impegno fu costante e così i risultati iniziarono ad arrivare. Molte sono state le occasioni, fin dal principio, che mi hanno vista attiva e sempre più le famiglie che decidevano di affidarsi ai miei percorsi pedagogico clinici.
Di lì ad un paio di anni, scelsi di dedicarmi esclusivamente alla libera professione. Oggi ho attivi due studi, uno a Firenze e l’altro a Pistoia. Molte le soddisfazioni necessiarie a crescere e sentire sempre più forte la passione per il mio lavoro.
Ingrediente segreto? La formazione non si interrompe mai; oltre ai continui aggiornamenti necessari per soddisfare i requisiti di appartenenza ad ANPEC (Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici), sempre presso ISFAR – Formazione post-universitaria delle professioni ho conseguito il titolo di Mediatrice Familiare. Ho poi ottenuto l’incarico, ruolo del quale sono profondamente grata ed onorata, come docente della scuola del prof. Pesci all’interno del corso di Pedagogia Clinica.
Accompagnare i futuri colleghi nel loro percorso forma-attivo, è per me motivo di grande impegno e ricerca, aumentando il desiderio e l’impegno nel voler trasmettere quanto ciò che vivo e sperimento ogni giorno nello Studio privato, abbia davvero un impatto positivo nella vita delle persone aiutandole concretamente a raggiungere e consolidare i propri successi.