Patrizia Depergola

Piccolo viaggio pedagogico clinico. Ho iniziato la formazione nel 2019, attratta e affascinata non solo dall’idea di arricchire il mio bagaglio professionale, ma soprattutto consapevole che aderire a formazioni a lungo termine mi avrebbe consentito di aderire al progetto di una comunità di studio, con cui misurarmi, confrontarmi e crescere. Le esperienze passate di master o corsi di alta formazione biennali o triennali mi hanno sempre particolarmente nutrito, poiché il tempo lungo trascorso insieme a colleghi provenienti da contesti e territori diversi, consentono la creazione di legami e cordate professionali altamente significative. Ricordo ancora il primo giorno a Napoli. Rimasi un po’ sorpresa per il numero dei partecipanti, 6 in tutto. Pensai che quel piccolo numero di partecipanti da una parte avrebbe limitato il confronto, ma dall’altra avrebbe permesso un capillare accompagnamento da parte dei docenti. Ho frequentato il corso con la mia collega Valentina Nisi, con la quale abbiamo avuto modo di alimentare il confronto, lo scambio di idee anche al di fuori dell’aula. Pochi mesi dopo l’avvio del percorso ci siamo ritrovati alle prese con la Pandemia, con le chiusure, con l’impossibilità di viaggiare. Non presi bene affatto la proposta della scuola e della segreteria di avviare lezioni on line, perché mi sembrava che venisse meno il prezioso contributo e l’alto valore del confronto, dello scambio, della relazione. Provai a portare le mie ragioni e le mie perplessità alla segreteria, ma le lezioni ripresero on line. Confesso che inizialmente non le ho vissute bene; ero prevenuta, convinta che non stessimo godendo di una grande opportunità. Sicuramente abbiamo perso delle cose, ma ne abbiamo guadagnate altre. Abbiamo evitato la fatica del viaggio, della levataccia mattutina per raggiungere Napoli in pullman, cosa che talvolta ci rendeva il pomeriggio meno concentrate e prestanti. Se penso alla formazione della scuola di Pedagogia Clinica ripenso soprattutto ai giorni intensi trascorsi in Toscana a Montevarchi con le settimane intensive. Sono stati due anni ricchi di esperienze straordinarie. L’incontro con gruppi diversi, il contatto diretto, le pratiche messe in campo, soprattutto quelle corporee. Esperienza formativa professionale e umana veramente eccellente. Mi sono nutrita veramente in quelle settimane dei fondamenti della Pedagogia Clinica, che via via mi sono diventati più famigliari e decisamente più chiari. Il tirocinio e poi la discussione della tesi hanno coronato una bella esperienza. Mi ha riportato indietro agli anni dell’università. L’esame, la proclamazione, la condivisione con altri compagni di viaggio. Le cene serali con i colleghi, la goliardia, le relazioni intessute con alcune… l’intreccio di nuovi legami professionali. Ora iniziava il vero viaggio nella Pedagogia Clinica. Riconosco che aver affrontato questo percorso in due, ci ha permesso di sostenerci e incoraggiarci vicendevolmente, convinte che avremmo voluto da subito mettere in pratica il nuovo sapere professionale. Eravamo a dir poco entusiaste! Abbiamo iniziato subito a cercare un appartamento per lo studio professionale, ci siamo confrontate con alcune colleghe pedagogiste cliniche di Bari, in particolare con Rosa Magaraggio di cui avevamo apprezzato la professionalità e preparazione anni prima e che ci aveva convinto ad intraprendere la formazione. Abbiamo visto il suo studio e finalmente a maggio 2022 abbiamo firmato un contratto di locazione. Abbiamo dovuto arredarlo e personalizzarlo. Ci abbiamo messo 8 mesi, anche perché lavorando a tempo pieno nella nostra cooperativa, non sempre abbiamo potuto dedicare il tempo necessario ad altro. Io in particolare avendo la responsabilità di comunità di accoglienza, di coordinamento di altri servizi e occupandomi di promuovere la formazione interna, ho potuto dedicare poco tempo i primi mesi all’avvio di una nuova attività. Abbiamo dovuto fare tutto lentamente, ma non ci siamo mai fermate e avevamo tanto entusiasmo. Io ho iniziato a gennaio 2023 a seguire una coppia in crisi matrimoniale che mi aveva contattata, avendo ricevuto il mio numero da un amico. Poi è stato un crescendo di impegni e appuntamenti. Ricordo ancora quanta cura ho messo nell’attesa del primo incontro e quanta emozione. È stato un fluire sereno e spontaneo l’incontro con “Annalisa e Edoardo” (nomi di fantasia). Mi sono sentita profondamente a mio agio, come se lo facessi da sempre, e loro la hanno potuto nei 7 mesi di lavoro con incontri settimanali puntuali, rivedere alcune dinamiche di coppia, hanno potuto diseppellire alcuni “segreti”, si sono sentiti liberi di dirsi alcune cose (affidati ad una guida sicura) che ha dato loro la possibilità di essere sempre tenuti, contenuti e profondamente accolti. È stato un lavoro molto interessante e soddisfacente. Edoardo e Annalisa dopo 7 mesi di lavoro stavano decisamente meglio: hanno imparato una comunicazione più efficace di coppia, provando a rispettare e accogliere le loro diversità e a concedersi spazi vitali di autonomia. Ci siamo salutati ritenendo il percorso concluso. Mi hanno contattata tramite messaggio a Natale per farmi gli auguri e per ringraziarmi per il lavoro fatto. Mi hanno detto che talvolta sembra che ritornino alcune loro modalità comunicative distruttive e giudicanti, ma riconoscono che si stanno allenando e hanno voglia ancora di cimentarsi per un cambiamento. In questo anno ho avviato un lavoro individuale con una bambina di anni 8, una bambina di anni 10 e una di 6. Le ultime due sono minori inserite in comunità, una con la sua mamma in una comunità per madri con figli, l’altra in una comunità educativa. Preciso che il lavoro individuale delle minori inserite in comunità, si è avviato a seguito di percorsi di gruppo pensati e avviati con la mia collega Valentina, rivolti a bambini inseriti nelle nostre comunità di accoglienza. Qui di seguito i lavori avviati in questo breve tempo: · laboratorio “tras-fromazioni emotive” si è avviato a gennaio 2023. Un ciclo di 5 incontri, a conclusione del quale per alcuni bambini è stato proposto un Il lavoro individuale.  Destinatari: gruppi di max sei bambini di età compresa tra i 3-5 anni o di 6-9 anni, accolti nelle comunità di accoglienza. Obiettivi: · – Promuovere la conoscenza di sé, sia in termini corporei che emotivi; · – Sviluppare l’armonia corporea; · – Promuovere l’abbattimento di stati emozionali ansiosi; · – Aiutare a Riconoscere e canalizzare le principali emozioni; · – Allenarsi alla concentrazione e alla memoria; · – Creare le condizioni per intercettare eventuali difficoltà nel linguaggio e nell’apprendimento; · – Promuovere esperienze di rilassamento corporeo ed emotivo; · – Sviluppare creatività, fantasia ed immaginazione . · laboratorio “a che gioco giochiamo” rivolto a bambini 4-6 anni inseriti in comunità, che si è sviluppato intenzionalmente con due sessioni di incontri. Il primo ciclo febbraio marzo, il secondo ciclo di incontri nel mese di giugno. Qui di seguito uno stralcio delle attività proposte: Parole per giocare e inventare: rime e filastrocche, scioglilingua, canzoni diventano occasione di ascolto, gioco, per scoprire delle potenzialità inventive del linguaggio, di percezione di ritmi e sonorità e contribuiscono allo sviluppo e arricchimento della produzione linguistica, in particolar modo in bambini con difficoltà di linguaggio o con un linguaggio ipoevoluto ( giochi di parole, giochi sul ritmo, danza….) Penso, dunque gioco: giochi costruttivi, giochi da tavolo, primi approcci al coding, offrono la possibilità di sperimentare e combinare insieme l’analisi della situazione di partenza, l’individuazione di strategie, la comprensione di semplici richieste da parte dell’adulto, promuovono il confronto, la collaborazione e cooperazione con gli altri per trovare insieme soluzioni (giochi di costruzione e logico matematici) Il corpo in gioco: giochi di movimento di espressività corporea, di abilità, di tensione e rilassamento offrono l’opportunità di esplorare il sè e i suoi limiti e permettono al bambino di riconoscere le emozioni e imparare a gestirle (giochi tattili e sensoriali) “Facciamo che io sono”…. Facciamo finta che… Le narrazioni, il gioco teatro, il giocare con l’arte, sono esperienze che permettono a ciascun bambino di cimentarsi con diversi linguaggi espressivi e nuovi processi creativi (giochi di drammatizzazione, attività di ascolto, musicopedagogia, Interart). · laboratorio “Capitomboli e bernoccoli” per bambini frequentanti il micronido L’amaca rivolto a bambini da 18- 36 mesi. Questo è un laboratorio permanente con cadenza settimanale che si è avviato a gennaio e si è concluso a giugno 2024 e riprenderà ad ottobre p.v. Un’esperienza per vivere piccole avventure, nelle quali inciampano i bambini …quando vanno alla scoperta del Mondo! Il progetto è stato rivolto a un gruppo di bambini piccolissimi (15/30 mesi che sanno stare in piedi da soli) si basa su uno degli assunti principali della Pedagogia Clinica: la ricerca e la promozione del benessere. Obiettivi:- Promuovere la conoscenza di sé, sia in termini corporei che emotivi; Sviluppare l’armonia corporea e la coordinazione motoria; — Avvio di esperienze per promuovere la concentrazione, l’ascolto e l’attenzione; – Promuovere esperienze di rilassamento corporeo ed emotivo; – Sviluppare creatività, fantasia e libera immaginazione. · laboratorio rivolto a genitori dei bambini frequentanti il micronido: “siamo tutti nella stessa barca…. in Alto-Mare” che è seguito ad un altro laboratorio per genitori proposto l’anno scorso. I 5 incontri si sono svolti con cadenza mensile per la durata di 2 ore ad incontro. Il metodo del reflecting è stato il fil rouge di ogni appuntamento, utile per raccogliere e ascoltare i loro racconti, i loro interessi, le loro urgenze di confronto. Negli incontri successivi abbiamo utilizzato il metodo Interart per liberare la fantasia che ogni genitore spesso non pensa di avere, la musicopedagogia per promuovere esperienze di ascolto e benessere corporeo. Si è creata una piccola comunità di genitori alla ricerca e pienamente disponibili ad esplorare e viaggiare alla ricerca della propria genitorialità. Ora ci godiamo una piccola pausa estiva, consapevoli che settembre sarà il tempo di nuove semine!