“Cosa vuoi fare da grande???” quante volte abbiamo fatto o sentito questa domanda? La mia risposta racconta cosa mi ha motivato a frequentare la formazione di Pedagogia Clinica Non ho mai saputo rispondere con precisione a cosa volevo fare da grande ma ho sempre saputo chi volevo essere. Volevo essere una persona attenta, che si prendeva cura degli altri, che sapeva ascoltare per accogliere e non per risolvere e quando, per caso, nel 2003 ho letto che c’era la possibilità di frequentare un corso post laurea in Pedagogia Clinica e che la finalità di questa scienza era aiutare l’individuo non ho esitato nemmeno un attimo. Quale opportunità migliore per essere un” buon educatore” se non quello di vivere personalmente un’esperienza fatta di teoria ma anche di tanta pratica, di tanta esperienza ma soprattutto di tanta umanità? Tutto è iniziato con l’iscrizione dove subito ho trovato personale attento, paziente, accogliente poi arriva il giorno del primo incontro a Padova e inizio a conoscere lui, il prof. Guido Pesci, fondatore della Pedagogia Clinica che da subito con semplicità, onestà ma tanta professionalità è riuscito ad appassionarmi, a formarmi, a cambiarmi. Ho frequentato tutte le lezioni con gioia ed entusiasmo, un ambiente vivo, vero, fatto di persone professionalmente molto preparate ma anche sempre disponibili ad ascoltare chi stava piano piano entrando nel mondo della Pedagogia Clinica .
Nonostante fosse chiaro che al termine del percorso si poteva aprire uno studio e iniziare da subito la professione il mio scopo fino alla fine è rimasto lo stesso: prendere il titolo per dare un senso alla mia vita professionale e diventare un “buon” educatore, qualsiasi lavoro poi avessi deciso di fare.
In quel periodo in qualità di docente e Pedagogista coordinavo una scuola dell’infanzia ma da sempre ero impegnata nel sociale. Mi nutrivo vivendo a fianco delle persone.
Ho iniziato facendo volontariato in Ospedale Psichiatrico, poi l’educatrice, la maestra, l’insegnante a vari livelli scolastici, il Dirigente Scolastico e come volontaria ho continuato a sostenere chi mi ha arricchito di più, le persone più fragili, più bisognose.
Sono stata in Africa, in Brasile e da queste esperienze sono tornata sempre più motivata e ricca di valori, di principi, di voglia di condividere. Credo nella persona e credo nella rete sociale, nella comunità che può sostenere la crescita di ciascuno e il Pedagogista Clinico® permette proprio questo: stare a fianco dell’individuo nella sua interezza con lo scopo di attivare e valorizzare, Potenzialità, Abilità, Disponibilità (PAD) e risorse.
Pedagogia Clinica è un percorso che apre che ti resta a fianco per tutto il tempo professionale, con corsi di approfondimento, di specializzazione che permette di prenderti un tempo per confrontarti con colleghi che vivono esperienze differenti ma con la stessa professionalità. Molti sono gli incontri fatti da cui ho preso insegnamenti ma non posso non citare la prof. Marta Mani che da subito ha colpito le mie corde per la sua grande professionalità e umanità.
Ho conseguito il titolo nel 2006. Oggi ho il mio studio dove oltre a svolgere l’attività di Pedagogista Clinico® svolgo attività di consulenza, supervisione, coordinamento scientifico e attività di ricerca-azione e posso dire che riesco a svolgere il mio lavoro con soddisfazione perché sono un Pedagogista Clinico®, è il mio essere che mi caratterizza e offre grandi possibilità. La Pedagogia Clinica per me è infatti un modus operandi che caratterizza e permette di lavorare nel mondo educativo per prevenire. Il mio elaborato finale aveva come tematica la Pedagogia Clinica per prevenire e oggi dopo tanti anni di lavoro posso confermare che mi ha aiutato e mi aiuta quotidianamente nel mio compito di essere educatore iniziando dai più piccoli per prevenire disagi e potenziare le risorse di ciascuno.
Soddisfatta del percorso e della famiglia dei Pedagogisti Clinici. ®
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