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PEDAGOGIA CLINICA A DJIBOUTI

novembre 6, 2019
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TIRARE OKAllo scopo di poter includere bambini e ragazzi con disabilità nelle scuole di Gibuti e di Ali Sabieh, l’ANPEC, l’ISFAR e l’Associazione Mediterraneo senza Handicap sono state impegnate in Gibuti nella Formazione degli insegnanti sulle “Le troubles du language”.

Il programma si è attenuto a tecniche e metodologie proprie della Pedagogia Clinica con le attenzioni e le modalità del Pedagogista Clinico® che ha visto realizzate esperienze pratiche in dinamica gruppale offrendo opportunità di conoscenza e di verifiche concrete sugli effetti mutazionali della persona con difficoltà nell’espressione verbale. Il programma si è caratterizzato di una base teorica per giungere ad una considerazione di come dare minor significato alla nosografia e maggiore alla globalità della persona. La formazione si è perciò proposta di stimolare contemporaneamente più abilità in un clima che potesse favorire la disponibilità incentivando la simpatia.

Le esperienze hanno visto cogliere le modalità per garantire uno sviluppo nell’organizzazione dinamico-respiratoria, ed ogni occasione stimolatoria derivata dal Metodo Ritmo Fonico®  con l’obiettivo di favorire nella persona una maggiore padronanza della propria espressione verbale e conquistate nuove ricreative disponibilità elocutorie; metodo che vede i fonemi e i suoni della parola come energie dinamiche sincronizzate su ritmi in sequenze spazio temporali ed espressivo corporee.

A seguito la pratica si è connaturata con il Metodo VibroTattile che si basa sulla coscienza del corporeo come interlocutore, sull’esplorazione topografico-somatica e la geologia del corpo; si tratta di stimoli capaci di promuovere, grazie ai canali informatori appercettivi, esperienza e conoscenza dell’espressione sonoro-vocale intesa come modulazione affettiva della persona.

Inoltre il contributo esperienziale si è avvalso degli stimoli derivati dal Metodo Coreografia Fonetica in cui suoni fonemici, parole e frasi trovano occasione per sviluppare esposizioni dichiarative attivate dall’interazione dove parola, gesto, mimica, prossemica e postura del corpo si esprimono. 

A completamento dell’esperienza e di una valida formazione capace di generare effetti mutazionali utili, arricchiti da stimoli comunicazionali, sono state realizzate attività derivate dal Metodo Linguaggio-Azione con collegamenti diretti della parola alle attività operative, indispensabili per fissare e potenziare la costruzione del linguaggio orale, la strutturazione temporale, l’azione e pensiero e la conquista di sequenze narrative.

La validità del programma e delle esperienze, di cui in particolare ne è stata esaltata la pratica, è stata applaudita dagli allievi e dai dirigenti scolastici, ed ampiamente riconosciuta dai rappresentanti degli organismi internazionali, come la Caritas e l’UNICEF, e dal Presidente dell’Agence Nationale des personnes Handicapees de la Republique De Djibout che personalmente, ha elogiato quanto è stato realizzato.

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Della formazione ne hanno dato notizia i quotidiani e la televisione di stato RTD.

 

 


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