Pedagogia Fantasmagorica®

di Marta Mani

 

La Pedagogia Fantasmagorica è una branca del sapere pedagogico di autonomia recente, che basa i suoi assunti sulle potenzialità educative e formative dell’uomo e propone come soddisfarne lo sviluppo con le esperienze certificate che hanno assicurato all’uomo l’uscita dal caos primordiale e che continuano ad offrire una costante evoluzione. Essa è una corrente pedagogica che vuole ridare alla cultura e alla società contemporanee gli strumenti più utili per tentare una sorta di inversione di tendenza alla crisi che l’attanaglia, nella consapevolezza che per favorire questo è necessario compiere ogni sforzo possibile. È sicuramente una prospettiva vantaggiosa per l’uomo autentico, considerato nella sua singolarità e storicità, ma anche nella sua universalità.

 

Il dinamismo fantasmagorico

La formazione dell’uomo, affidata alla parola e all’immagine ha dimostrato l’efficacia del dinamismo del pensiero, nella traduzione dei fatti e delle azioni, un processo preceduto e accompagnato da attente riflessioni e rigoroso da permettere il passaggio da una pedagogia ad una Pedagogia Fantasmagorica.

L’uomo, affacciandosi con la mente ad un mondo di conoscenze, eredita con la Pedagogia Fantasmagorica che traduce i pensieri e gli eventi che hanno dato storia all’umanità, forti impulsi alla curiosità e sorprendenti elaborazioni immaginative, e ne trae utili insegnamenti.

Narrazioni orali, racconti, poesie, opere mitologiche, leggende, proverbi, parabole, costruzioni pedagogiche che nascono dall’ascolto e dall’osservazione, elaborazioni ed esposizioni a cui si riconosce una importante influenza sul processo evolutivo dell’individuo e che aiutano la persona a sviluppare l’immaginazione, accrescere la cultura, dare valore all’esistenza e vita a conseguenti condotte. Fantasmagorie che promuovono la curiosità e lo stupore, il calore e la luce, ogni meraviglia e fascinazione; colori e simboli della creazione, congerie di concetti, idee, dati, elementi con cui spiegare e di cui parlare. Interrogativi su ciò che si può cogliere guardando le sconfinate regioni del cielo, volgere lo sguardo intorno, il bello, il poetico e l’esaltante, ciò che è misterioso e preoccupa. Fantasmagorie come successione di immagini raccolte con le percezioni tattili che per la loro vivacità, per le emozioni e i sentimenti che procurano, lasciano nell’uomo tracce assai significative che si conservano nella memoria, ed hanno contribuito a richiamare e raffigurare con vivacità il ricordo, impressioni narrate perché non passino come ombre, si sviluppino ed estendono in desiderio, fino al formarsi e consolidarsi dell’immaginazione. Fantasmagorie quindi come immagini raccolte con i sensi superiori dell’udito e della vista, che colpiscono vivamente la fantasia; suoni e rumori, da cui l’uomo ottiene spettacoli vivaci e sfarzosi che rendono la mente attiva, fervida; tessiture sulle divinità, la bellezza, la vita, la morte e la rinascita.

La Pedagogia Fantasmagorica offre all’uomo, come per magia ogni opportunità di risveglio, di rinascita, di speranza e di futuro, significati ed azioni capaci di espandersi in saggezza, sapienza e intelligenza.

Fin dall’antichità la Pedagogia Fantasmagorica muove su una dimensione sociale dell’educazione, ha il ruolo pedagogico di aiutare a crescere attraverso la parola di maestri narratori, poeti, che hanno contribuito a suscitare interesse, convinzioni sentimentali di ogni singolo che si traducono in sentite necessità di adempiere determinate azioni con diverse caratteristiche. Sono parole tradotte in una atmosfera di simpatia e di fiducia, che incoraggiano il sorgere e lo sviluppo di quelle tendenze mentali di comportamento quali la sensibilità critica per i problemi, la disponibilità a sopportare situazioni fluide, l’autonomia e l’indipendenza di pensiero e di giudizio, la tendenza a dare libera espressione ai propri impulsi, ad agire solo se intimamente motivati, con disponibilità allo scambio, in un’atmosfera di simpatia e di fiducia che incoraggia.

La Pedagogia Fantasmagorica dimostra come l’ascoltare narrazioni esposte nei poemi epici, nelle leggende, nel racconto, nella fiaba e nel figurativismo, induce l’uomo ad interrogarsi, ad elaborare e riflettere su fatti e situazioni e scoprire con soddisfazione la validità delle potenzialità che esso ha in sé. L’ascolto di narrazioni interessa e avvince, trasmette valori e insegnamenti, si propone come valido strumento per l’emergere dei pensieri, delle idee, dei simboli e dei sentimenti.

Fantasie tridimensionali che scaturiscono dalle narrazioni, nelle quali esperienza, immaginazione e memoria si incrociano e si intrecciano con i bisogni esplorativi e le verifiche nella pratica delle ipotesi immaginate e come tali intimamente connesse con lo sviluppo del pensiero, di   concetti espressi ed esperienze esteriorizzate. Parole che nel costruire l’ordito e la trama dei racconti aprono con efficacia ad immagini figurative, suoni, colori, oggetti, azioni che colpiscono vivamente i sensi e liberano la rielaborazione, con il sicuro effetto di sostanziarne l’evoluzione.

Le fantasmagorie sono perciò intese come sollecitazioni narrative idonee a stimolare nella persona pensieri colti nello spazio e nel tempo; immagini che si propongono di tracciare la linea di congiunzione fra il pensiero e il sentimento, il cui rapporto interessa le implicazioni perfezionanti e maturanti nei confronti della sfera affettivo-volitiva.

È ad una scienza eidetica che le fantasmagorie si affidano, essa non si accontenta di descrivere l’esperienza, bensì va alla ricerca delle costanti che la percorrono, originaria e pratica in quanto la sua stessa giustificazione epistemologica fa riferimento alla sua costitutiva apertura al futuro e alla sua funzione eminentemente trasformatrice.

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