L’attività che si descrive ha una sua genesi con la concretizzazione di esperienze realizzate presso l’Associazione “Progetto Parkinson” di Treviso i cui risultati hanno trovato spazio nel secondo “Encuentro International Unidos Contra el Parkinson”, tenuto a Lloret de Mar (Spagna). L’obiettivo di questo evento è stato quello di promuovere l’unità di azione di tutti gli attori coinvolti nella lotta contro gli effetti tragici di questa malattia neurodegenerativa attualmente incurabile, riconoscendo l’importanza delle terapie complementari e tra queste la proposta metodologica della Pedagogia Clinica.
Al Congresso erano presenti neurologi, terapisti occupazionali, fisioterapisti, musicoterapeuti oltre ai pedagogisti clinici. Ogni professionista ha offerto uno spaccato della propria professione e una sintesi metodologica.
Il nostro contributo ha avuto modo di richiamare l’attenzione sui principi della scienza pedagogico clinica e sugli interventi orientati all’unicità e globalità della persona e la ferma dichiarata necessità che le terapie cosiddette complementari non possono essere né frammentarie, né settoriali. La nostra proposta esperienziale ha ampiamente dimostrato questa autenticità di relazione con la persona e l’opposizione a qualunque criterio che voglia essere suffragato da “esercizi”.
L’intervento di aiuto pedagogico clinico che abbiamo caratterizzato per le persone che vivono il disagio derivato dal Parkinson si è basato su una molteplicità di input in un continuum a seconda delle diverse caratteristiche e dei diversi bisogni.
Il progetto ha tenuto conto di esperienze relazionali condotte in gruppo sostanziate dalle tecniche dei vari metodi pedagogico clinici che hanno permesso di creare un clima di fiducia reciproca, la condivisione reale delle emozioni e risvegliare il senso del piacere, fertilità di vita.
Attenzioni e stimolazioni che si distanziano dai nuovi studi americani che per fronteggiare i sintomi della malattia degenerativa e aumentare i livelli di energia nei pazienti, si affidano ad uno strumento virtuale, la Consolle Wii Nintendo1, che simula lo sport e altre attività fisiche come la danza, senza tenere conto del tipo di rapporto che la persona si trova a vivere se messa in una condizione di circolarità con un video che diventa il suggeritore di un esclusivo “esercizio” meccanico.
Per noi è idonea ogni opportunità a ricreare e risvegliare una dinamica motoria, gestuale, una organizzazione ritmica, di coordinazione, deve essere sempre sostenuta da un rapporto in cui l’interazione con lo specialista è garantita e promossa in un clima emozionale ed affettivo favorevole, generatore di cambiamenti.
Con un valido concorso delle tecniche creative desunte dal metodo InterArt® abbiamo potuto sperimentare quanto sia possibile emulsionare le risorse promuovendo il senso di iniziativa, stimolando interessi e motivazioni.
Attività che, assieme a quelle della Ludopedagogia e dell’Edumovement®, consentono di far rimanere traccia concreta di un dinamismo emozionale figurativo e plastico, un libero e spontaneo fluire di esposizioni organizzative ed espressive di sé, in suffragio a vissuti esterocettivi e propriocettivi capaci di originare nella persona nuove abilità.
Oltre a queste tecniche l’attività da noi condotta ha trovato un interessante ausiliario nella Musicopedagogia®, e particolarmente nella tecnica delle “Forme Sonore®” (M. Carboni, Musicopedagogia, Edizioni Magi, Roma, 2008) adatta a favorire nella persona lo sviluppo dell’espressività comunicazionale, una riduzione degli stati d’ansia e il miglioramento del tono dell’umore, esperienze indispensabili come le persone con Parkinson, vivono limitazioni organizzativo-motorie e mal riescono nella distribuzione corporea e nell’inseguimento del ritmo. La Musicopedagogia® ha inoltre permesso alle persone una distensione del tono muscolare, raggiungere un’armonia del dinamismo respiratorio e dell’espressione elocutoria.
Attraverso le varie esperienze di respiro e uso della voce derivate dalle tecniche “Passa il gesto” e “Passa la voce”, si sono associati i vantaggi conseguiti per mezzo della danza armonizzata all’espressione verbale, alla modulazione dei suoni e dei ritmi, dando vita a drammatizzazione di stati d’animo, con una conseguente migliorata abilità appercettiva ed organizzativa.
Durante l’incontro in Spagna le esperienze proposte hanno dato ampia prova dell’utilità dei metodi finora brevemente esposti a cui si sono aggiunte tante altre tecniche che sono in nostro possesso e che fanno parte del bagaglio formativo del Pedagogista Clinico®, tutte particolarmente rivolte ad aiutare concretamente i malati di Parkinson.
Giovanna Giacomini
Dalila Da Lio

