Professional Autonomy Statement

(Dichiarazione di autonomia professionale)

Come e quando nasce la Pedagogia Clinica
“La genesi da cui ha avuto seguito il Movimento dei Pedagogisti Clinici, la Pedagogia Clinica e la professione di Pedagogista Clinico, si caratterizza per la necessità di un rinnovamento del panorama socio-culturale esistente nel ’68. A partire da questo anno costellato da fermenti e contrasti trova espansione in Firenze un movimento culturale, sostenuto da un gruppo di illustri uomini di scienza impegnati nel difendere il valore di una diversa qualità della vita, promotori di costanti lotte condotte con grande fervore e impegno sociale. Ci dedicavamo a tempo pieno per creare occasione di sensibilizzazione, di ‘risveglio’, di formazione di un pensiero da tradurre in azione concreta. Impegnati nel caldo delle lotte per una società più giusta e una vita comunitaria più ricca e stimolante, animati da una fucina di valori nuovi, ricchi di rispetti riservati alla persona. Il numero di cellule di cultura in quei tempi a Firenze era ricchissimo, spazi dove avevano voce le diverse istanze tradotte nel vivace e talvolta severo dibattito affinché potessero affermarsi, nella speranza di coniugare gli ideali in opere e azioni, concretizzare nei fatti i valori della solidarietà. Eravamo in compagnia di Giorgio La Pira, padre Ernesto Balducci e padre Arnaldo Nesti, di Nicola Pistelli, di  Don Mario Lupori, sostenuti dalla necessità di un rinnovamento, con idee simili e contigue nelle linee del pensiero e dell’azione, assieme a tanti altri amici professionisti laureati in diverse discipline e docenti universitari, tra cui non sfuggono i nomi di Adriano Milani Comparetti, Giuseppe Talamucci, Giovanni Lombardi, Edo Bonistalli, Anna Pesci, Lamberto Borghi, Maria Ricciardi Ruocco, Filippo Maria De Sanctis, tutti testimoni e impegnati a denunciare quella che definivamo una società dell’isolamento e dell’oppressione.
Le mortificazioni subite dalla persona suscitavano in maniera sempre più decisa in tutti noi l’esigenza di un cambiamento e alle diverse aggregazioni con cui agivamo in prospettiva di un mutamento sociale, una in particolare ha inizio e si consolida nel Cenacolo del Centro Studi Antiemarginazione in Firenze, in cui si tengono incontri catturati da una progressiva consapevolezza tratta da una viva analisi socio-politica, pur con un eco non ideologica, ma di metodo, animati da un clima di fermento con l’intento di apportare alla struttura sociale un ruolo moderno, rinnovato. È da questo Cenacolo che trova forza e sostanza il Movimento dei Pedagogisti Clinici. Gli incontri che tenevamo nel Cenacolo del Centro Studi Antiemarginazione muovevano dalla consapevolezza del ruolo moderno che doveva assumere l’elaborazione culturale, espressione di un pluralismo senza connotazioni esclusive di credo e ideologia e ancor meno di casta. Si voleva fare opinione, avviarsi per arrivare a costruire in esclusiva dialettica, con un linguaggio che assumeva man mano gli stilemi della cultura e del riferimento politico. Un segmento nato da assunti conoscitivi e approdato all’impegno misurato rispetto ai grandi sconvolgimenti politici, culturali e sociali, brani di vita che restituiscono più di mille analisi sociologiche, l’humus di passioni e aspettative; un vero e proprio sviluppo embriologico dove via via si è arrivati a una progressiva definizione delle funzioni e dell’identità, la radice costituente l’origine del Movimento dei Pedagogisti Clinici.
Nel febbraio del 1974 proposi alla riflessione del gruppo la definizione di Pedagogia Clinica alla scienza che animava quel sapere scientifico e socio-culturale che ci aveva guidati nella ricerca di soluzioni indispensabili alla persona già negli anni precedenti, e l’appellativo di Pedagogista Clinico al professionista che avrebbe animato questi orientamenti. Il successo del vocabolo “clinico” in affiancamento al sostantivo “pedagogia” o “pedagogista”, inteso come aiuto alla persona, fu accolta all’unanimità con entusiasmo e votata la mia presidenza alla guida del Movimento che assumeva la denominazione di Movimenti dei Pedagogisti Clinici” (Estratto dall’intervista rilasciata a Marta Mani da Guido Pesci nel 1996).
La Pedagogia Clinica è quindi una scienza, fondata nel 1974 da Guido Pesci e sostenuta da basi epistemologiche, principi e prassi nate da un’attività di ricerca e sperimentazione e da una critica osservazione scientifica che le hanno conferito caratteristiche e proprietà che la distinguono come scienza autonoma. Ordinata su un complesso organico di conoscenze e competenze, e consolidata con le applicazioni pratiche del sapere scientifico, essa è indirizzata al vasto panorama dei bisogni educativi della persona.

Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici
Il 16 aprile 1997 il Movimento dei pedagogisti clinici si è costituito in Associazione per garantire agli associati la tutela delle Direttive Europee fondando l’ANPEC (Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici) registrata a Firenze al n. 2423 e registrata in Banca dati del CNEL il 2 maggio 1997. L’ANPEC dopo essere stata fatta oggetto di valutazione attraverso una ricognizione delle caratteristiche strutturali, delle strategie adottate e delle modalità di regolazione dei rapporti con gli iscritti, il 2 maggio 2000 è stata chiamata dal presidente del CNEL Giuseppe De Rita a far parte della Consulta del CNEL.

Definizioni

Pedagogia Clinica
La Pedagogia Clinica è una scienza autonoma sostanziata da basi epistemologiche trasversali, fondata sui principi ispiratori formalizzati nelle opere del prof. Guido Pesci a partire dal 1974 e che trova nei metodi, nelle tecniche e negli strumentari propri ed esclusivi, coperti da marchi registrati, brevetti e copyright, le risposte necessarie al vasto panorama dei bisogni educativi dell’individuo. Essa studia, approfondisce e rinnova metodi con spirito educativo finalizzati ad aiutare il singolo individuo, la coppia e il gruppo a crescere in senso armonico per raggiungere nuovi equilibri e nuove disponibilità allo scambio con gli altri. L’accezione di “clinico” definisce la finalità educativa come azione umana di aiuto alla persona. La Pedagogia Clinica è dunque la scienza che si pone, con orientamenti e metodologie proprie ed esclusive, quale processo di crescita dell’essere umano, affinché egli possa affrontare con consapevolezza e coscienza le nuove situazioni che gli si presentano nei diversi periodi dell’esistenza.

Pedagogista Clinico®
Il Pedagogista Clinico® è il professionista che esercita l’attività intellettuale nel rispetto dei principi della Pedagogia Clinica con competenze nella comprensione dei processi individuali, nella loro specifica globalità e idoneità nell’aiuto educativo. Il Pedagogista Clinico® ha competenze e abilità nell’utilizzo di metodi, tecniche e strumentari specifici, tutelati da copyright, marchi e brevetti, che ben lo definiscono da un punto di vista scientifico e professionale, e lo rendono esclusivo inconfondibile rispetto ad altri professionisti.
Differenziandosi da un modello sanitario e da altri professionisti che operano nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, il Pedagogista Clinico® non si concentra sui disturbi e le incapacità, non corregge né cura, non ammaestra, non riabilita né rieduca, ma considera l’individuo nella sua interezza ed ha come obiettivo quello di attivare e valorizzare, attraverso una valida relazione e l’utilizzo dei suoi esclusivi metodi e strumentari, potenzialità, abilità, disponibilità e risorse.

Leggi e istituzioni che hanno riconosciuta la formazione esclusiva e la professione di Pedagogista Clinico®
È grazie alla specificità e all’autonomia professionale che il Pedagogista Clinico® ha trovato nel tempo riconoscimenti e apprezzamenti sia in Italia che all’estero.
Per quanto riguarda il panorama italiano il Pedagogista Clinico® fa parte delle Professioni Intellettuali aventi consistente rilevanza sociale, espressione del lavoro e del patrimonio di conoscenze e di competenze al servizio della collettività che trovano riconoscimento nella Legge 4/2013; una rilevanza sociale che nel 2015 ha portato la Regione Abruzzo a promulgare la Legge Regionale (Del. 974 del 30 novembre 2015) su “Disposizioni in favore di soggetti con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)” la quale stabilisce che “è compito delle Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado attuare interventi tempestivi, anche con l’ausilio di un Pedagogista Clinico®, idonei ad individuare gli alunni sospetti o a rischio DSA… il Pedagogista Clinico® apporta un contributo didattico alla valutazione delle diverse aree funzionali, andando ad inserire tutti gli accorgimenti didattici e calibrando gli strumenti compensativi…” (art.3). Precedentemente pure la Regione Marche nel 2013 aveva richiesto all’ANPEC la nomina di un componente rappresentativo per il Comitato Tecnico Scientifico sui DSA.
La formazione e la professione di Pedagogista Clinico® trovano approvazione anche dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR) che riconosce la formazione per il personale insegnante (Decr. 19/10/2007) e dal Ministero della Giustizia: Il Pedagogista Clinico® è, infatti, iscritto come CTU presso diversi Tribunali Italiani con lo scopo di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il giudice formula nell’udienza di conferimento dell’incarico e di relazionarne i risultati nell’elaborato peritale.
Il MIUR, in particolare, attraverso gli uffici Scolastici Regionali ha stipulato con l’ANPEC numerosi protocolli di intesa. I
l Protocollo d’Intesa fra MIUR Toscana e ANPEC (2009), ad esempio, prevede che “I Pedagogisti Clinici possono collaborare con la scuola per promuovere occasione di interventi relativi all’aggiornamento e alla formazione dei protagonisti della comunità educativa […] fornire attività pedagogico clinica finalizzata a sostenere percorsi innovativi per il successo formativo di tutti gli alunni, elaborare progetti finalizzati a promuovere l’educazione alla convivenza civile, sociale e solidale; promuovere progetti finalizzati a fornire ai docenti elementi per conoscere gli allievi e applicare i metodi pedagogico clinici per ridurre e prevenire le difficoltà negli apprendimenti, il disagio giovanile, fornendo aiuto attraverso corsi e metodi specifici propri della Pedagogia Clinica ”; il Protocollo d’Intesa tra MIUR Abruzzo e ANPEC (2013) prevede, tra l’altro, di “applicare metodi pedagogico clinici per ridurre e prevenire le difficoltà negli apprendimenti… il disagio giovanile, compresi: dispersione scolastica, bullismo, cyberbullismo, fornendo aiuto attraverso metodi specifici propri della Pedagogia Clinica , attraverso forme di sostegno alla genitorialità, alle famiglie e promuovendo azioni di sensibilizzazione nelle comunità locali”; il Protocollo d’Intesa fra MIUR Sardegna e ANPEC (2013) ha lo scopo di “fornire attività di consulenza pedagogico clinica finalizzata a sostenere percorsi innovativi per il successo formativo di tutti gli alunni, elaborare progetti finalizzati a promuovere l’educazione sociale, fornire ai docenti elementi per elaborare la programmazione pedagogica, applicare metodi pedagogico clinici per ridurre e prevenire le difficoltà negli apprendimenti, e il disagio giovanile, favorendo aiuto attraverso corsi e metodi specifici propri della Pedagogia Clinica , attraverso forme di sostegno alla genitorialità, alle famiglie e promuovendo azioni di sensibilizzazione nelle comunità locali”; similmente il Protocollo d’Intesa fra MIUR/USP Ufficio Scolastico Provinciale di Messina e ANPEC prevede “attività di consulenza pedagogico clinica finalizzata a sostenere le migliori prassi e competenze di ordine didattico, organizzativo, preventivo, valutativo e formativo degli alunni e dei docenti. Progettare e condurre progetti ed azioni finalizzate a promuovere l’integrazione interculturale e l’inclusione delle disabilità”; di notevole rilevanza infine il Protocollo d’Intesa firmato dall’ANPEC con l’USP Arezzo (2016) con cui si sancisce una collaborazione in progetti formativi.
Anche a livello locale la specificità professionale ha trovato nel tempo riconoscimenti e accreditamenti. È il caso, per esempio, dei Comuni di Locorotondo e di Terrasini i quali riconoscono la professione di Pedagogista Clinico® (rispettivamente con Delibera G.C. n. 595 del 31/12/1997 e con Del. G.C. n. 344 27/11/1998).
È proprio per questi riconoscimenti istituzionali che l’ANPEC ha firmato, nel corso del tempo, numerosi protocolli di intesa con gli enti locali. Qui ci piace ricordare:
Il Protocollo d’Intesa fra ANPEC e Comune di Riposto (Del.n.72 del 20.06 2012), così come il Protocollo d’Intesa fra ANPEC e Assessorato Servizi Socio Sanitari del Comune di Belpasso (reg.14 giugno 2012) i quali hanno tra altri scopi, la collaborazione dei Pedagogisti Clinici con gli organismi del sistema educativo scolastico, familiare, genitoriale e formativo per fornire attività di consulenza pedagogico clinica finalizzata a sostenere percorsi innovativi per il successo formativo di tutti gli alunni; realizzare sportelli di ascolto e applicare metodi pedagogico clinici per ridurre e prevenire le difficoltà di socializzazione fornendo aiuto, con i metodi propri della Pedagogia Clinica e promuovendo azioni di sensibilizzazione presso la comunità locale.
Il Protocollo d’Intesa fra ANPEC e Comune di Catania Ass.to Armonia Sociale e Welfare (18 marzo 2017), con il quale si conviene, tra l’altro, di: “promuovere la continuità educativa tra servizi sociali e famiglie, tra famiglie e minori per prevenire forme di esclusione e devianza attraverso percorsi pedagogico clinici in atelier che facilitino integrazione, inclusione e azione educativa per promuovere una crescita della persona verso la libertà, la responsabilità, la coscienza critica del proprio essere, l’integrazione sociale dell’anziano per evitarne l’autosvalutazione”.
Il Protocollo di Intesa fra ANPEC e Comune di Roma Circoscrizione XIII C (Reg.27. gennaio 2000) grazie al quale è stato aperto un Centro Sperimentale di Ascolto per adulti: il Centro, fin dalla sua fondazione, è gestito da un medico psichiatra e due Pedagogisti Clinici che si attivano attraverso colloqui e tecniche innovative affinché “l’adulto persegua una propria autonomia basata su una graduale conoscenza di sé, dei propri limiti e dei propri punti forza”.
A seguito di questi protocolli e di altri accordi specifici con i Provveditorati e le Direzioni Didattiche numerose sono state le occasioni in cui l’ANPEC è stata chiamata a organizzare con i propri soci Pedagogisti Clinici corsi di aggiornamento per il personale docente della Scuola su tutto il territorio nazionale, da Trieste a Napoli (1999), da Venezia a Grosseto (1999), da Cagliari a Roma e Arezzo (2001), per citarne alcune.
In aggiunta alle intese e ai riconoscimenti non si può non citare il Concorso pubblico dell’Istituto Comprensivo “G. Papini” Castelnuovo Berardenga (SI) (Prot. 0006322-16.11.2017) per la selezione di conferimento incarico ad un Pedagogista Clinico®. In questo bando uno dei requisiti di ammissione a concorso era l’iscrizione all’ANPEC, proprio per “offrire consulenza e supporto di carattere pedagogico clinico al personale docente dell’Istituto in relazione a situazioni di insuccesso scolastico e di faticosa integrazione, di disagio relazionale, di difficoltà di comunicazione, di comportamenti problematici o addirittura devianti…”.
La Scuola, come si vede, ha sempre mostrato interesse per la Pedagogia Clinica e per la professione di Pedagogista Clinico®. Perciò, all’interno degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, si vede sempre più il moltiplicarsi su tutto il territorio nazionale degli sportelli di ascolto specificamente pedagogico clinici. Ne sono esempi, fra gli altri, l’I.C.S. Italo Calvino (Catania), l’I.C.S. Stilo-Bivongi (Reggio Calabria), l’I.C.S. Picentia (Pontecagnano-Faiano, SA), l’I.C.S. Magiotti di Montevarchi (AR), l’I.T.I. Da Vinci Belluzzi di Rimini, l’I.C.S. Teglio (Sondrio), l’I.C.S. Gramsci di Campalto (VE), l’I.C.S. Tiziano Terzani di Abbiategrasso (MI), l’I.C.S. Poma di Garlasco (MI) ecc. Ma il Pedagogista Clinico®, indirizzandosi all’aiuto alla persona, non si rivolge alla scuola come unico settore di lavoro. La pluralità degli ambiti di intervento e la peculiarità della professione, infatti, sono molteplici ed hanno radici nelle fondamenta del Movimento:
Apprezzamenti per i contenuti scientifici sono stati rivolti all’ANPEC in occasione del Congresso Nazionale tenuto a Milano su “Nutrire la persona” il 9 novembre 2013 e testimoniati dalla Medaglia del Presidente della Repubblica.
In campo internazionale, il Pedagogista Clinico® presta la sua opera in molti paesi UE ed extra UE. Per esempio, i Pedagogisti Clinici del Belgio si riconoscono nei principi della Pedagogia Clinica formalizzati nelle opere del Prof. Guido Pesci e fondano la loro professione su una formazione identica per contenuti ai pedagogisti clinici dell’ANPEC. I Pedagogisti Clinici del Belgio si organizzano nell’Association Nationale Pédagogues Cliniciens (ANPC) che trova dal 2002 riconoscimento con atto pubblicato sul “Moniteur Belge-Belgisch Staadsblad” (la “Gazzetta Ufficiale” del Governo Belga). La professione di Pedagogista Clinico® rappresentata in Italia dall’ANPEC e in Belgio dall’ANPC, trova riconoscimento inoltre presso la UE con la costituzione dell’EURO-ANPEC (Federazione delle Associazioni dei Pedagogisti Clinici in Europa) e dell’Albo Europeo dei Pedagogisti Clinici, registrata presso l’Unione Europea nel 2004 (regolamento CEE n° 2137/85 e leggi del 12/07/1989, n°2137/85 e del 17/07/1989 e R. D. del 27/07/1989), al n°198364-2004, come riporta il “Moniteur Belge-Belgisch Staadsblad” l’11 novembre 2004.
Oltre alla già citata Unione Europea presso la quale è registrata l’EURO-ANPEC, la professione di Pedagogista Clinico® trova plauso dal Ministero degli Esteri del Dijbuti; dal 2016 l’ANPEC in partnership con UNICEF, Università LUMSA di Roma e Associazione Mediterraneo Senza Handicap, nella formazione in Pedagogia Clinica per il personale insegnante, di questo impegno, nel gennaio 2018, l’UNICEF ha attestato l’apprezzamento dei contenuti scientifici e dell’approccio metodologico dei Pedagogisti Clinici®.
I riconoscimenti internazionali sono tuttavia ben più antichi, basti pensare che l’Università di Chimborazo (Ecuador) il 10 luglio 2001 ha stipulato il “Convenio de cooperacion con el fin de desarrolloar programas y proyectos de caracter acadè mico y cientifico: Asesoria para la implantaction del Post-grado en Pedagogia Clinica a nivel de Maestria” al fine di preparare i Pedagogisti Clinici® dello stato sudamericano.

Conclusioni
In conclusione, i principi ispiratori formalizzati nelle opere del prof. Guido Pesci a partire dal 1974 sui quali si basa la Pedagogia Clinica , quale scienza autonoma, trovano nei metodi, nelle tecniche e negli strumentari propri ed esclusivi del Pedagogista Clinico® le modalità necessarie a rispondere al vasto panorama dei bisogni educativi dell’individuo.
Il Pedagogista Clinico® si distingue e differenzia sia dal punto di vista scientifico che professionale rispetto ad altri professionisti che operano in ambito sanitario e socioeducativo, una peculiarità che arricchisce le risorse a disposizione della comunità per un progresso culturale e sociale.

Prof. Dott. Guido Pesci