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Professione che richiede l’uso del tavolo di cristallo

agosto 28, 2018
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tavolo piccolaNell’esclusività scientifica e metodologica della professione di Pedagogista Clinico® si rintraccia il tavolo di cristallo. È infatti tra gli elementi di arredo del setting per incontrare singoli o coppie. Il cristallo, dal greco kristallos, che letteralmente significa “acqua gelata”, annuncia l’evidente parallelismo fra la trasparenza del ghiaccio e quella del quarzo cristallino. Ne deriva che il cristallo, simbolo di purezza e trasparenza, inscena un fenomeno polare, uno spazio sperimentale in cui le persone possono vivere la luce e in cui i suoni non vengono assorbiti, ma si diffondono nell’aria. Al cristallo è riconosciuta la capacità di attirare e amplificare vibrazioni purificatrici e risanatrici, di trasformare l’energia negativa in benefica. Il cristallo è il Maestro interiore di ognuno, il “Loto dai mille petali”, il nostro Grande Io sconosciuto, utilizzato per armonizzare, per bilanciare le energie corporee, amplificare il pensiero positivo, rigenerare i tessuti, creare ordine. Universalmente rappresenta lo stato supremo della materia, la tappa culminante dell’evoluzione, l’energia primordiale dell’universo cristallizzata in materia-coscienza.

Di cristallo è il tavolo del Pedagogista Clinico, secondo una precisa strategia del Reflecting e una scelta di principio e di metodo, un cristallo maieutico indispensabile in una relazione vis à vis, per avere l’occasione di inviare e far giungere alla persona segnali informatori e sollecitatori silenziosi. Esso permette di veicolare dialetticamente tutti i codici semiologici, e, oltre alle frasi costruite con le parole, utilizzare quella lingua che si connota con i privilegi del movimento del corpo nello spazio, del gesto, della mimica, particolarmente capaci di esercitare su chi ascolta l’effetto desiderato (G. Pesci, Il tavolo di cristallo, Magi 2008, pp.93-94).

“Stimoli che producono esiti sull’altro che vive, partecipa il flusso melodico di movimenti comunicazionali significanti. Segni che aprono alla comunicazione con norme definite da spartiti, tempi, ritmi e spazi, da insiemi e grandezze, da orientamenti e posizionalità e che ben esprimono i significanti delle manifestazioni, delle esecuzioni, di ogni connotazione emozionale e affettiva e l’esplicitazione della loro intensità” (S. Pesci, Manuale di Reflecting, Magi, 2005, p. 59).

“Il tavolo di cristallo consente al Pedagogista Clinico di raggiungere la persona parlandole con segni impiegati intenzionalmente; un agire comunicativo strategico funzionale a far scaturire una coscienza e una competenza riflessiva orientata al successo, a rendere efficace l’intervento. Un modo per far pervenire al soggetto il flusso dinamico dei valori espressivo-stimolatori, per soddisfare il bisogno di analizzare e riflettere, far emergere la propria esperienza interiore e connotare meglio ogni fenomeno coscienziale. Il tavolo di cristallo per il Pedagogista Clinico diventa il mediatore dell’interazione che fa giungere i messaggi i cui segnali definiscono il senso all’analisi che l’altro deve compiere; un’opportunità che può essere resa possibile solo se non ci sono ostacoli che ne impediscono il flusso. L’emittente plurifunzionale e multicanalizzata di segni del professionista deve poter far giungere, con la massima estensione e intensificazione possibile ogni significato semiotico e dare avvio a una vasta estrinsecazione di pensieri. Il professionista si muove, da dietro il tavolo di cristallo come una levatrice, che non basa il proprio aiuto sulla volontà di confutazione, di correzione, di persuasione o dissuasione desunta dall’esclusiva funzione delle parole, bensì agisce, senza incoraggiare, giudicare, criticare, incitare o spiegare, con l’impegno di agevolare, facilitare, aiutare, favorire, suscitare, ecc., promuovendo la riflessione. Egli trova nei codici semiologici una varietà di azioni e lemmi dichiarativi e con connotazioni associativo-simboliche di significato comunicante che si basano sui principi di un’idonea tonematica dialogica, una ricca linguistica funzionale, una conveniente semiologia corporea e scenografia espressiva a cui si aggiungono gli ausili delle polarizzazioni nello spazio, del dinamismo e orientamento del gesto” (G. Pesci, op. cit., 2008, pp. 94-95).

Di fronte all’ampio e composito ventaglio di atti e segnali comunicativi che il professionista utilizza e al ruolo centrale che essi hanno nel Reflecting, il tavolo di cristallo, simbolo di alleanza e di amicizia, trasparente, permette al Pedagogista Clinico di veicolare con maggiore impressione ogni segnale-stimolo e farlo giungere alla persona per aiutarla a “volgersi dentro e indietro”, percorrere un passato nel quale può ritrovare i ricordi, vincere ogni pigrizia elaborativa, approfondire, esplorare il proprio mondo, scoprire i conflitti, gli impulsi, le proprie difese e motivazioni, comunicare i risultati delle esplorazioni, facilitare la lettura e l’elaborazione interpretativa delle immagini di sé, conoscere se stessa (G. Pesci, op. cit., 2008, p.97).

 

Tavolo di cristallo. Fa parte del set del Pedagogista Clinico®. È stato individuato secondo una precisa strategia e una scelta di principio e di metodo. Il cristallo è maieutico, ritenuto indispensabile in una relazione vis à vis, per avere l’occasione di inviare e far giungere alla persona segnali informatori e sollecitatori silenziosi. Esso permette di veicolare dialetticamente tutti i codici semiologici, e, oltre alle frasi costruite con le parole, utilizzare quella lingua che si connota con i privilegi del movimento del corpo nello spazio, del gesto, della mimica, particolarmente capaci di trasferire su chi ascolta l’effetto desiderato (Dizionario di Pedagogia Clinica, Edizioni Scientifiche ISFAR, 3° edizione 2018).

Marta Mani


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