Roberto Pisani

Relazione sull’esperienza formativa e professorale

Dalla mia fase liceale ho percepito la mia sensibilità ad aprirmi verso gli altri, la mia inclinazione ad essere predisposto all’ascolto, un ascolto vivo e attento. Sentivo in me una capacità di dare loro un momento di attenzione “pedagogica” che li faceva stare bene, perché erano ascoltati in modo attivo e partecipato.
Quindi alla fine della scuola superiore, dovendo scegliere la mia facoltà, scoprii, con grande sorpresa la facoltà di Scienze dell’Educazione, indirizzo educatore, presso l’università di Salerno.
Fui profondamente colpito dal percorso di studi, dalle materie presenti e dalle opportunità professionali che erano offerte e quindi, con entusiasmo, mi iscrissi, laureandomi nel 2001.
Alla fine del percorso universitario, benché avessi ricevuto, molto dalle varie materie studiate, sentivo comunque che mi mancava qualcosa che non avevo trovato all’università. Mi riferisco all’aspetto pratico e attivo della mia professione di educatore. Gli studi fatti mi avevano dato una formazione intellettuale, ma ora ne cercavo una che mi desse la possibilità di mettere in pratica la teoria.
Dopo una seconda ricerca, sul web, trovai vari master che avevano suscitato il mio interesse, ma in particolare quello sulla Pedagogia Clinica dell’ISFAR, mi colpì più degli altri.
La Pedagogia Clinica è una scienza che si pone in aiuto alla Persona, accompagnandola e supportandola attraverso particolari metodi e tecniche specifiche, in ogni fase di vita.
Era proprio questo che stavo cercando, per dare concretezza alla mia professione: il suo l’approccio olistico con cui si rivolge alla persona, considerandola nella sua totalità, senza frammentarla in base alle sue funzioni o patologie, prestando anche particolare attenzione al suo contesto di vita ed alla sua storia pregressa.
Lo scopo fondamentale della Pedagogia Clinica è quello di favorire lo sviluppo equilibrato ed armonioso della persona, accompagnandola attraverso tutte le situazioni di criticità e difficoltà che si possono incontrare nell’arco della vita e fornendole tutto lo spazio ed il supporto necessario a trovare dentro se stessa le risposte e le soluzioni di cui è alla ricerca.
Entrai cosi nell’universo di questa nuova scienza, capace di avere una visione completa di tutto il sapere che coinvolge l’essere umano, dando una visione non solo pedagogica, legata all’educazione, cioè alla capacità dell’uomo, che se ben educato, riesce a far emergere la qualità che racchiude dentro sé stesso, ma anche clinica, che è la caratteristica di questa scienza, ossia di chinarsi sull’uomo e di rispondere alle sue esigenze, richieste, dando riposte ai suoi bisogni e alla sue necessità.
Essa si rifiuta ogni tendenza alla sanitarizzazione e alle etichette, perché mette al centro l’essere umano. Ha un profondo approccio pratico, finalizzato all’aiuto delle persone.
Mi iscrissi al corso a Napoli e feci conoscenza con tanti professori, come il professore Pesci, Gaiffi, Viviani preparati e motivati, i quali, attraverso la materia che spiegavano, aumentavano sempre di più in me la consapevolezza della scelta giusta che avevo intrapreso. Anche le settimane intensive a Montevarchi, mi arricchirono molto. È stato una immersione totale in nuove tecniche che con la loro praticità davano veramente un forte contributo alla mia professione, come la Musicopedagogia®, il corso di InterArt® o quello di Edumovement®, e tante altre ancora .
Dopo aver discusso la tesi a Firenze nel 2006, iniziai subito, con entusiasmo, a mettere in pratica il mio sapere, attraverso vari progetti presentati a scuola (sui DSA ad esempio), sia come Pedagogista Clinico®, lavorando sia allo sportello di ascolto che nelle aule. Anche io mio lavoro di educatore scolastico ha avuto una marcia in più, perché mi sento più completo e capace di offrire di più dal punto di vista professionale. Il mio stupore diventa sempre più grande nel vedere come le metodologie, da ma apprese sono portatrici di novità e aiuti concreti.
Ovviamente c’è stata la volontà di seguire corsi specifici dell’ISFAR, come sui DSA, ADHA, balbuzie, oltre a partecipare a convegni, congressi e seminari che affrontavano vari e interessanti argomenti.
Solo la consapevolezza di un continuo aggiornamento, che prosegue tutt’oggi, permette, in modo autentico, di dare un vero aiuto alla persona, che è per me, è il motto della Pedagogia Clinica.