Sono Sara Tiddia, lavoro e vivo in Sardegna, dopo la laurea in scienze dell’educazione all’Università di Cagliari nel 2004,ho avuto modo di confrontarmi con le diverse realtà e tipologie di servizi che la mia laurea offriva. Quando ho iniziato il mio percorso con l’ISFAR di Firenze, lavoravo già da diversi anni anche all’interno delle scuole come educatrice e a domicilio con minori che necessitavano del mio supporto. Ho svolto un tirocinio volontario presso i servizi sociali del mio comune di residenza che mi ha permesso di entrare in relazione d’aiuto con tanti minori in difficoltà. Successivamente ho prestato servizio civile nazionale e ho avuto modo di offrire il mio aiuto a delle persone adulte. Nel mentre ho avuto la possibilità di vivere un’esperienza formativa e professionale all’interno di una casa famiglia in provincia di Pavia, insomma in questi anni ho sempre cercato di restare aggiornata e vivere esperienze che mi aiutassero a crescere e ad aiutare il prossimo. Sono venuta a conoscenza della formazione offerta dall’ ISFAR e ho deciso di formarmii proprio con ISFAR di Firenze, spinta dalla voglia di crescere professionalmente e personalmente. Il percorso di formazione in Pedagogia Clinica mi è parso da subito molto interessante e valido, oltre alla teoria offriva reali esperienze pratiche con metodologie brevettate e spendibili nella relazione d’aiuto. Durante il mio percorso formativo sono diventata mamma per la seconda volta e conciliare il lavoro lo studio e la vita personale è stato reso più agevole dalle esperienze vissute in quel periodo di formazione in aula e a Montevarchi. La formazione in Pedagogia Clinica ,aiuta in primis il professionista che si sta formando, ed è stato fondamentale poter trarre benefici dal percorso formativo perché per poter aiutare gli altri dobbiamo star bene noi stessi. Ho avuto la possibilità di sperimentare alcune esperienze dei vari metodi durante la realizzazione della mia tesi “Con il corpo apprendo. Percorso di Pedagogia Clinica nella scuola dell’infanzia. La prevenzione delle difficoltà di apprendimento attraverso il corpo” discussa nel 2016. Successivamente ho avuto la possibilità di collaborare con la scuola dell’infanzia che mi aveva accolto per la realizzazione della mia tesi, portando avanti il progetto di prevenzione delle difficoltà di apprendimento, e entrando in contatto con diversi minori anche in età scolare. Ho partecipato come relatrice a un incontro formativo presso un Associazione culturale che si occupa di formazione continua nel mio paese d origine, ho avuto modo di realizzare Atelier Pedagogico Clinico rivolto a minori. Attualmente ho modo di utilizzare i principi e gli insegnamenti della Pedagogia Clinica nella quotidianità del mio lavoro di educatrice, anche se non ho avuto modo di incentrare il mio lavoro solo come Pedagogista Clinico®. Non riesco a individuare una metodologia o un esperienza che sia stata più utile poiché ritengo sia tutto il percorso e l’impronta globale che rende unica questa formazione e professione, la presa in carico globale della persona. Ringrazio l’ISFAR di Firenze, tutti i docenti che ci hanno guidato nel cammino e ancora ci illuminano la strada, perché la formazione continua è necessaria per lavorare bene. Un ringraziamento speciale al professor Guido Pesci per aver reso possibile la divulgazione della Pedagogia Clinica.

