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Semiotica e Pedagogia Clinica

giugno 12, 2020
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semiotica (2)Il Cenacolo dei Pedagogisti Clinici tra le tante ricerche condotte nel tempo si è fermato a verificare i diversi contributi che potevano giungere alla Pedagogia Clinica dalla semiotica, specie dopo che nel giugno del 1974 si era tenuto a Milano il I° Congresso Internazionale su questa nuova scienza. Da quella data ebbe inizio una accanita sperimentazione per verificare quanto gesti e segni, come fenomeni di significazione, potessero contribuire allo sviluppo delle relazioni sociali con messaggi che le parole non possono dare.

I risultati confermarono in maniera sempre più consolidata che i processi di facilitazione potessero essere favoriti se all’unicità della parola veniva sostituita la molteplicità di linguaggi che si raccolgono nella semiotica e che possono favorire occasioni positive per creare un ambiente in cui si instauri una relazione idonea a una disponibilità allo scambio e al cambiamento.

In termini di soddisfazione si documenta che la semiotica con i suoi canali informatori espressivi e comunicativi, così come da noi seguita, è una occasione per dare significato alla relazione specie dal momento in cui i segni vengono utilizzati come stimolo alla riflessione.

Con sollecitatori stimolo adatti per essere recepiti, la riflessione sviluppa e organizza nell’individuo l’azione della volontà, la coscienza e la padronanza di sé, il dominio delle circostanze e il superamento degli ostacoli, eccezionali opportunità idonee per giungere a una risoluzione dei propri problemi, aprendo la strada al cambiamento.

La ricerca così orientata ha dimostrato che con la riflessione, ottenuta con i linguaggi silenziosi della semiotica, si poteva promuovere nella persona l’opportunità di rinnovarsi, destare in sé le facoltà sopite, armonizzare le proprie tendenze e unificare i propri scopi, conoscere e discernere ogni aspetto della propria universalità. Stare in riflessione dimostra la possibilità di poter raggiungere importanti traguardi e l’accordo con i propri desideri, il superamento dell’oscillazione tra permanenza e mutamento, convertire gli atteggiamenti di rinuncia e di rassegnazione in atteggiamenti costruttivi. Sono tanti i risvegli di aspetti positivi che hanno obbligato ad accanirsi nella sperimentazione e consolidare successivamente, nel metodo Reflecting®, ciascuna di queste risorse.

Il metodo, contrapposto alla maieutica socratica della sola parola, avvia con una semiologia universale alla riflessione sui modi di affrontare alcuni eventi di vita, sviluppare una evoluzione positiva ed elaborare in se stessi risposte vantaggiose.

Guido Pesci


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