Serena Pascalicchio

Ogni volta che mi capita di parlare a qualcuno della mia storia professionale e formativa dico sempre che la formazione in Pedagogia Clinica mi ha aperto un mondo nuovo, dal punto di vista professionale ma anche personale; il corso mi ha modificata sostanzialmente come persona oltre a darmi degli strumenti pratici spendibili per aiutare il prossimo, ha messo in luce particolari della relazione con l’altro che non avevo appreso fino a quel momento, dalla presa in carico della persona che si rivolge a me, all’intervento d’aiuto vero e proprio. Alla fine del corso per la formazione di Pedagogista Clinico® ricordo come fosse ieri che sentii un grande senso di gratitudine nei confronti di colui che è il padre fondatore di questa Scienza, Guido Pesci, a tal punto che durante l’ultima settimana intensiva a Montevarchi, lo ringraziai di cuore per l’immensa opportunità che mi aveva dato di andare nel mondo e fare quello che ho sempre voluto fare, migliorare la qualità di vita delle persone che si rivolgono a me, con una nuova consapevolezza. Sento un’immensa gratitudine nei confronti del professor Pesci e della professoressa Marta Mani che all’epoca fu il mio supervisore e mi guidò nelle mie mille paure e timori come Virgilio fece con Dante nell’Inferno. Il paragone non è esagerato, in quanto io lavoravo prevalentemente nella scuola come pedagogista esterno e devo dire che mi trovai a fronteggiare non poche volte lo scetticismo di insegnanti e dirigenti che stentavano ad appoggiare la mia visione educativa, troppo nuova, troppo basata sull’attesa, la pazienza, il saper aspettare, troppo complessa perché richiedeva la messa in gioco di  cambiamenti e non solo dell’alunno, in quanto alla fine per loro il problema era il bambino\ragazzino, di turno e quindi se era lui il problema bisognava modificarlo lui, bisognava trovare la bacchetta magica per cambiarlo e farlo diventare buono e mansueto rispondente alle loro aspettative. Questo pensiero incentrato sulla totale deresponsabilizzazione devo dire che mi affliggeva, spesso mi sono sentita un alieno in mezzo ai “normali”, avevo dentro di me tante paure. I vari incontri con i formatori ISFAR mi davano la forza di andare avanti nel mio cammino, con coraggio, gentilezza e consapevolezza. Sono passati 12 anni da quando ho aperto il mio studio in un paese di 20000 abitanti in provincia di Bari, è stata una scommessa, lo studio è andato ingrandendosi anno dopo anno, il tam tam è stato tale che oggi ricevo tante persone, di ogni età, dei paesi limitrofi e anche dalla città di Bari, non mi sono mai fermata con la formazione per me pane quotidiano e linfa vitale, a gennaio scorso ho lasciato il mio incarico di educatore a scuola dopo 15 anni, lo studio è pieno anche di mattina, ho più tempo per dedicarmi alla mia unica e speciale professione, sono coordinatore pedagogico di due asili nido, collaboro con associazioni pubbliche e private, ho richieste di collaborazione con studi associati di psicologi e psicoterapeuti. Oggi quelle insegnanti che in tante situazioni mi hanno fatto sentire un alieno, che sgranavano gli occhi dinanzi ai miei discorsi troppo “pedagogico clinici” mi inviano i loro alunni. Scommessa vinta! Grazie professor Pesci, grazie a tutti i docenti, grazie ISFAR.