Silvia Pinciroli

Il mio percorso personale e formativo può essere definito “claudicante”. Nella mia vita “prima” ho potuto sperimentarmi nel mondo aziendale, avendo conseguito un diploma tecnico che mi ha definito nel ruolo professionale pre-confezionato di impiegata d’ufficio commerciale internazionale. Ero giovane e affascinata dalle lingue straniere, dagli affari e dagli aspetti economici internazionali. Per dieci anni ho svolto il mio ruolo con umiltà e con immensa voglia di imparare, migliorare, conoscere sfruttando la mia curiosità, la mia caparbietà e il mio entusiasmo all’apprendimento e alla formazione. Ho imparato tantissimo soprattutto sulle mie caratteristiche, le mie passioni e i miei nuovi obiettivi formativi e professionali: sentivo un vuoto da colmare, anche se avevo imparato veramente tanto, ma non capivo e sapevo come e dove avrei potuto trovare una risposta alla mia richiesta silenziosa. Il tempo passava e il vuoto è diventato una voragine in cui vorticosamente sono sprofondata! La perdita di mia madre, ancora troppo giovane, mi ha finalmente fatto reagire: la mia curiosità e forse una predisposizione ancora inconsapevole mi ha portato a cercare e trovare un percorso formativo, sicuramente tardivo, ma che ha illuminato i miei anni successivi: la pedagogia e gli studi accademici! Da quel momento è iniziata la mia vita “seconda”. Con passione, fatica, ma con un ribollire di entusiasmo ho completato con successo un primo percorso di studi laureandomi in Scienze dell’Educazione, incontrando finalmente teorie, paradigmi e persone con le quali condividere esperienze, narrazioni, storie e progetti in cui finalmente mi sentivo a casa. Da quel momento la mia fame di sapere, di conoscenza, di formazione è diventata un fiume in piena. Ho iniziato a lavorare come educatrice in vari contesti nei quali ho continuato incessantemente ad imparare e a portare anche il mio contributo progettuale e formativo. Ho imparato a stare e a dialogare con le storie degli altri, a diventare una professionista stimata ed apprezzata, a progettare spazi ed esperienze per fornire un percorso d’aiuto per l’altro. Collaborare con altre professioni, con differenti servizi, con variegati contesti e progettualità ha attivato la continua ricerca di formazione e di approfondimento di sguardi e strumenti utili per il mio lavoro di educatrice. Ho infatti completato il corso di studi in Scienze Pedagogiche perché volevo approfondire alcuni aspetti del lavoro di secondo livello, del quale sentivo alcune mancanze da colmare. Nel frattempo ho iniziato a collaborare con l’Università degli Studi di Milano Bicocca, ambito accademico nel quale mi sono formata e nel quale continuo ad avere spazi di confronto e di scambio sia con gli studenti, nelle lezioni e nei laboratori progettati e condotti, sia con i docenti e i vari collaboratori. Ma ancora sentivo di dover perfezionare il mio bagaglio formativo integrando anche altri sguardi e metodologie, così come strumenti e ambiti di lavoro possibili. Parallelamente agli anni di studio in università, ho infatti iniziato e completato la mia formazione al metodo Feuerstein, diventando applicatrice e anche formatrice del metodo. Sentivo di possedere sempre più materiale ed esperienze possibili che mi permettevano di intercettare e di aiutare più soggetti che necessitavano della figura del pedagogista. La mia fame di conoscenza e di strumenti più specifici e mirati, però, non si placava. Il mio lavoro di pedagogista si è ampliato e sempre più consolidato, fino ad aprire uno studio privato mirato a dare spazio a tutti quei soggetti che richiedevano il mio lavoro pedagogico, utilizzando gli strumenti e le metodologie più utili ad ognuno. Ero soddisfatta e molto impegnata, ma ancora sentivo che mancavano dei tasselli, dei dettagli, quelle pennellate che ogni artista sente mancanti e che solo attraverso un’osservazione puntuale, coerente, curiosa e legata ad una professionalità concreta e sostanziale può arrivare ad effettuare per terminare l’opera ed esserne soddisfatto: il corso triennale di Pedagogia Clinica . Mi sono informata, anche attraverso l’esperienza di alcune professioniste che avevano in precedenza svolto lo stesso corso. Ho capito che era lo spazio e il tempo in cui trovare quei tasselli e quei dettagli mancanti. Ho intrapreso con entusiasmo il percorso di studi, terminato a gennaio di quest’anno. Sono stati anni intensi, in cui ho ancora imparato tantissimo, sia a livello teorico sia e soprattutto a livello pratico. L’attivazione del corpo e le esperienze possibili attraverso gli strumenti appresi sono stati illuminanti e hanno permesso la chiusura di un cerchio, la realizzazione di una coerenza formativa inclusiva e chiarificatrice. Ora mi sento ricca di esperienza professionale, visti i lunghi anni di lavoro sul campo, ma il Corso di studi in Pedagogia Clinica mi ha regalato grandi possibilità professionali e anche personali immense. Il gruppo di studio con cui ho lavorato ed appreso in questi anni ha reso il percorso ancora più prezioso ed unico. Lo scambio di esperienze, dubbi, studio, giorni di convivenza durante le settimane residenziali sono stati occasione di crescita e formazione ulteriore. Ho terminato il mio percorso con una tesi dal titolo “S-cambio di sguardi. Il ruolo del Pedagogista Clinico® nella formazione continua dell’Educatore scolastico”; mi è stato utile infatti ripercorrere la mia esperienza come coordinatrice e formatrice in affiancamento agli educatori scolastici, ma utilizzando lo sguardo globale del Pedagogista Clinico® mirato ad attivare e valorizzare, nella relazione con i soggetti con cui lavora, gli aspetti cardine del ruolo: Potenzialità Abilità Disponibilità. Nei percorsi di formazione continua rivolti agli educatori scolastici sembra mancare ciò che si attiva invece attraverso il lavoro del Pedagogista Clinico®: esperienze che i soggetti vivono e attraversano grazie a strumenti, metodi e tecniche specifiche della professione. Il soggetto è quindi messo nella situazione di rivelarsi protagonista del suo esistere, nella consapevolezza del percorso che si svolge attraverso le esperienze attivate dal Pedagogista Clinico® . Il corso mi ha quindi permesso di indossare uno sguardo globale verso l’individuo con cui lavoro, lasciando spazio sia all’unicità del soggetto stesso, ma permettendo a me professionista di attivare un processo di consapevolezza del mio stare in esperienza con l’altro. Affascinante ed arricchente ogni volta, come se fosse veramente sempre la prima volta, con tutta l’eccitazione, il fremito e l’enfasi del piacere di poter essere una Pedagogista Clinica soddisfatta ed apprezzata.