Silvia Urbini

Per chi intende operare nel mondo del sociale, nel vasto campo dell’aiuto alla persona, diventa fondamentale, acquisire competenze e capacità specifiche ma, nello stesso tempo, sufficientemente variegate, da poter offrire la corretta risposta ad un bisogno o ad una richiesta di aiuto.
Una preparazione di tipo pedagogico, a livello universitario, offre indubbiamente le basi per poter, nello specifico, lavorare e intervenire nei casi in cui sia richiesta una relazione di aiuto con finalità educative ma, non è sufficiente per permettere a coloro che operano nel vasto settore dell’educazione e dell’aiuto alla persona in generale, di poter offrire quella professionalità idonea ad una richiesta crescente di prestazioni sempre più qualificate e specifiche. Questo fu uno dei due motivi per i quali, dopo una laurea quadriennale in Scienze dell’Educazione, conseguita presso l’Università degli Studi di Bologna, decisi di frequentare il Master in Pedagogia Clinica a Firenze. Il secondo motivo fu che ebbi l’immensa fortuna, durante i miei studi universitari, di collaborare con il Prof. Andrea Canevaro. Fu proprio lui che, dopo avermi fatto da Relatore della mia tesi di laurea, mi consigliò di intraprendere il percorso pedagogico- clinico perché, conosceva personalmente e stimava, quello che il Prof. Guido Pesci stava portando avanti da Firenze. Io, nel mio piccolo, da neolaureata in cerca di “sapere”, avevo bisogno della possibilità di ampliare le mie conoscenze, nell’ottica dell’aiuto alla persona e di imparare metodologie, tecniche e nozioni specifiche. Grazie al Master e ai vari corsi ISFAR che ho effettuato, negli ultimi vent’anni, ho avuto la possibilità di rafforzare la mia professionalità e di offrire prestazioni e servizi qualificati, sia quando lavorando come pedagogista presso il Centro Documentazione Pedagogico del mio Comune, sia quando sono diventata socia di una Cooperativa Sociale.
Nonostante non abbia mai aperto uno studio professionale, ho sempre utilizzato, nel mio lavoro, gli strumenti e le tecniche che ho imparato nella mia formazione pedagogico- clinica. In vent’anni di attività nel sociale, ho potuto lavorare in scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo e secondo grado, ospedali, centri accoglienza minori, centri documentazione, case-famiglia, centri diurni, università…
In ogni contesto e con ogni tipo di utenza, ho potuto utilizzare i saperi appresi durante la mia formazione. Quello che mi ha resa una professionista efficace, è stata la capacità pratica di far fronte alle molteplici richieste della committenza, con uno sguardo e una impronta specifici, caratteristici ed esclusivi della mia formazione in Pedagogia Clinica.
La consapevolezza di avere un “bagaglio professionale pedagogico-clinico” talmente ricco e potente, da darmi la possibilità di creare vere soluzioni, alle varie richieste di aiuto, alle quali ho potuto rispondere negli anni, mi ha dato la possibilità di ottenere risultati insperati, anche in situazioni di grande criticità e drammaticità. Dopo tanti anni, posso quindi sostenere con fermezza che, nonostante il mondo dell’educazione e dei problemi sociali sia vasto ed articolato, il Pedagogista Clinico® è in grado di farvi fronte, grazie sia alla preparazione teorica e pratica, sia agli insostituibili strumenti operativi, che acquisisce durante la formazione.Tale preparazione gli permette di qualificarsi come specialista, consapevole di poter offrire quella professionalità idonea, per poter essere garanzia di aiuto, punto di appoggio, sostegno al quale aggrapparsi, anche quando tutto sembra perduto.In occasione quindi del 50° anno della Pedagogia Clinica, approfitto anche io per ringraziare infinitamente, chi vent’anni fa, mi indicò la strada della Pedagogia Clinica e chi me la fece percorrere con passione, determinazione e professionalità.