di Maria Grazia Dal Porto

Il linguaggio simbolico è un linguaggio comune, universale, che tutti capivano prima della differenziazione delle lingue. Lo adoperiamo ancora nei sogni, nella poesia, nell’arte, nelle fiabe, nei miti, nel folklore, così come nei libri e nelle voci che ci parlano del sacro, del mistero, dell’infinito…
Il linguaggio simbolico è un linguaggio comune, universale, che tutti capivano prima della differenziazione delle lingue. Lo adoperiamo ancora nei sogni, nella poesia, nell’arte, nelle fiabe, nei miti, nel folklore, così come nei libri e nelle voci che ci parlano del sacro, del mistero, dell’infinito…
La psicologia del profondo nello studio delle istanze che vanno oltre la coscienza ha rielaborato e rivalutato la funzione del simbolo. La cultura classica occidentale aveva considerato l’immaginazione simbolica una facoltà secondaria dalla quale il pensiero doveva liberarsi, per arrivare al livello concettuale che caratterizzava “l’autentica conoscenza”. Così, nella teoria classica, la persona umana appariva dicotomizzata da una separazione totale tra “la chiara coscienza razionale” e il resto dei fenomeni psichici, considerati soggettivi, bui, casuali, ecc. La rivalutazione dell’immaginazione conduce invece al superamento di questo esagerato dualismo, e ci riporta ad una concezione più unitaria, globale e olistica, che contempla la totalità della persona, la sua psiche quanto la sua energia vitale e il suo rapporto significativo con l’altro e con l’universo. Cominciano così a diluirsi le frontiere interposte tra il linguaggio simbolico ed il linguaggio concettuale, e ne viene invertita la relazione gerarchica. Le parole, anche nel loro significato più preciso non possono liberarsi totalmente del loro potere di evocazione (funzione simbolica).
La psicologia comparata dello sviluppo mentale, la psicologia dell’età evolutiva assieme all’analisi dei processi di formazione dell’immagine nell’adulto “civilizzato”, confermano la priorità del simbolo sul concetto. Il concetto potrebbe dunque essere definito come un simbolo limitato ad uso specifico.
La funzione simbolica e consustanziale alla persona umana e impegna sia l’attività pratica più semplice, sia la speculazione teorica più complessa. Il simbolo instaura un percorso antropologico e tende un ponte tra l’universalità della natura umana e le diversità culturali, tra ciò che è psicobiologico e ciò che è sociale.
Da un punto di vista pedagogico, possiamo considerare che la funzione simbolica agisce: a) nel settore psicobiologico nel quale l’immaginazione è considerata una forza della vita, che ci riporta sempre a nuovi dinamismi, a nuove rielaborazioni, a nuove rinascite, a un equilibrio tra il tempo cronologico (Chronos) e il tempo infinito, cosmico (Kayros); b) nel settore psico-sociale il simbolo è un fattore di armonia. Nella storia della cultura compare una dialettica di equilibrio vitale …per la società che si manifesta nello sviluppo delle arti, nell’evoluzione dei sistemi religiosi, dei sistemi di conoscenza, dei valori e così via; c) nel settore antropologico l’immaginazione ha un ruolo prevalente nel riordinamento antropologico della specie umana.
L’antropologia dell’immaginazione permette di riconoscere che sia nel pensiero primitivo, sia nel pensiero attuale, la mente funziona allo stesso modo. Si evita così il razzismo culturale. È semplice, infatti, riconoscere che la possibilità di comunicazione e di comprensione con il “diverso” si basa nel ricordare la matrice comune di tutte le razze, condivisa nell’inconscio collettivo e assoluto.
L’immaginazione potrebbe così essere definita come uno sforzo omeostatico, che pretende di armonizzare il mondo materiale con l’infinito. Inoltre, il simbolo s’interpone tra ogni persona e la sua realtà personale e sociale. Esso tende a stabilire un accordo tra i suoi bisogni (che in fondo sono gli stessi per tutta l’umanità) e le condizioni oggettive che circondano la vita di quella stessa persona.
Nella psicologia del profondo e nella pedagogia, il linguaggio simbolico viene adoperato per risvegliare un’esperienza antropologica vitale, nella quale il soggetto si presenta come protagonista. L’evocazione guidata di un’immagine mette in contatto l’individuo con figure primordiali che creano una scena o un gruppo di scene che si manifestano ad occhi chiusi e sono suggerite da una consegna.
L’immaginazione guidata è un linguaggio che adopera immagini e impressioni sensoriali, immagazzinate nel profondo di noi stessi e traduce queste immagini ed impressioni in parole. Attraverso di essa, il conscio e l’inconscio comunicano, dato che l’inconscio parla ed ascolta solo per mezzo di immagini (anche se descritte da parole). Un’immagine ha più valore di cento parole e di cento sforzi.
Essa ci introduce nel regno del simbolo, si immerge nelle acque profonde dell’immaginazione e ci porta alla scoperta di ricchi universi che sono lo specchio e il riflesso di un Io profondo, latente e quasi sconosciuto.
L’immaginazione guidata permette di esplorare gli spazi interiori al servizio del riconoscimento, dell’apprendimento, della creatività e della liberazione. La consegna agisce come stimolo per la crescita, il cambiamento o l’orientamento emotivo-psicologico in alcune delle tante aree che compongono la personalità.
Tutto ciò che esiste è registrato a livello simbolico dentro di noi: per riconoscere l’oceano, basta raccogliere una goccia dal mare…
La società ci ha educato con rigidi parametri di comportamento: le immagini simboliche ci portano a trovare forme di condotta meno predeterminate, più adeguate alla nostra identità personale, senza trasgressioni a livello sociale.
La musica può arricchire e favorire il sorgere delle immagini. Una musica semplice, dolce e suadente, può essere strumento utile per accompagnare la voce che suggerisce l’immaginazione guidata.
Immaginazioni guidate semplici
È imprescindibile ricordare che, nel regno dei simboli, ogni classifica viene fatta a titolo di esempio ma non è mai restrittiva o limitativa.
Settore psicobiologico
a) La Statua nel Museo o Galleria d’Arte
(connessione simbolica con l’immagine di sé, presa di coscienza di blocchi, paure o sottovalutazione e delle possibilità di rafforzamento della propria identità).
Chiudi gli occhi e cerca di incorporare i rumori e concentrati sulle sensazioni interiori. Concentrati sul suono dei tuoi respiri, al tuo respiro in ritmo profondo e piacevole, senti il piacere di respirare in modo profondo e ritmico…
Ora immagina di trovarti in una grande stanza in penombra. Tu sai di essere in un museo o in una galleria di scultura. Guardi tutto con attenzione.
Davanti a te, sotto un drappo c’è una statua che rappresenta te stesso. Può essere concreta o astratta.
Togli il drappo, la guardi. Piano piano, la luce si fa più intensa e tu puoi vedere chiaramente la statua che ti rappresenta…
Che tipo di statua è? Che tipo di materiale è stato usato per farla? Che dimensioni ha?
Ora la luce è intensa, puoi scoprire altri dettagli di questa statua…
La guardi da vari angoli, ti avvicini, la tocchi… Che sensazioni provi a toccarla?
Immagina di essere tu quella statua, mettiti al posto della statua e descriviti in prima persona: “Io sono…”.
Com’è la tua vita essendo quella statua?
Come sei… Cosa senti?
Ora torna ad essere te stesso e guarda la statua: è cambiato qualcosa in essa?
Come ti senti riguardo alla statua?
Cosa ti suggerisce quella statua?
Cosa ti suggerisce il materiale che è stato usato per la costruzione?…
Com’è il luogo dove la statua si trova?…
Preparati a salutare la statua, salutala. Riprendi contatto con le tue sensazioni. Mantienile dentro di te per un po’…
Apri lentamente gli occhi… Scrivi quanto la tua mano vuole scrivere rispetto alla visualizzazione e quante associazioni e commenti ti vengono in mente.
Riflessione verbale.
b) La Stanza dell’Intuizione
(connessione con le risorse personali, le possibilità e la ricchezza dell’Io profondo).
Chiudi gli occhi, respira lentamente, permettendo a tutti i muscoli del tuo corpo di rilassarsi… senti come piano piano le tensioni scompaiono… e immagina di scendere con tanta calma, una lunga scalinata, un gradino alla volta. Mentre scendi puoi avvertire il desiderio di contare i gradini.
In fondo alla scala c’è una porta, è chiusa. Sopra la porta c’è la parola INTUIZIONE. Cerchi la chiave, sai che è da qualche parte, la trovi. Com’è la chiave?… apri la porta ed entri nella stanza, osservi attentamente tutto, non c’è fretta… guardi con calma… fra le cose che ci sono puoi prenderne una che consideri possa esserti utile in questo momento… cercala con cura.
Quando hai scelto preparati a ritornare, ad uscire portandoti via ciò che hai scelto e preso. Esci, chiudi la porta a chiave, riponi la chiave sapendo che puoi tornare lì ogni volta che ne hai bisogno. Risali la scala, guarda quello che hai preso e mantieni un dialogo con quell’oggetto che hai preso dalla stanza dell’intuizione. Il dialogo fluisce… cosa può rappresentare quell’oggetto in questo momento della tua vita? Cosa ti suggerisce? Com’era la stanza… riprendi contatto con le sensazioni fisiche, apri gli occhi e scrivi quanto la tua mano vuole scrivere al riguardo.
riflessione verbale.
Settore psicosociale
c) Incontro con il Bambino Interiore
(connessione simbolica con la matrice d’identità sociale, contatto con l’energia di vita, capacità di preservarla, promuoverla, nutrirsi con essa e condividerla)
Incontro con il Bambino che sei stato. Chiudi gli occhi… respira profondamente… Mettiti in contatto con la parte sinistra del tuo corpo… Ora mettiti in contatto con la parte destra del tuo corpo…
Le senti uguali… diverse… Il respirare profondamente e ritmicamente armonizzerà ambedue le parti…
Cammini per una strada affollata e incontri il bambino o la bambina che sei stato…
Ti fermi, guardi quel bambino, lo prendi per mano e cammini per la strada… Cosa senti? Com’è quel bambino o quella bambina? Parlate… Quel bambino ti racconta tante cose…
Ad un tratto scopri un negozio di giocattoli, senti il bisogno di entrare…
Accompagna quel bambino e lascialo prendere ciò che vuole, qualcosa che desideravi o avevi da piccolo…
Con calma lascia che il bambino scelga il giocattolo…
Quando ha scelto, lo paghi e glielo regali.
Uscite dal negozio. Il bambino tiene stretto il suo giocattolo e andate in uno spazio libero dove ci sono tanti altri bambini. Tutti hanno il proprio giocattolo.
Permetti al bambino di andare a giocare con gli altri e tu guardi questi bambini mentre giocano tra loro…
I bambini continuano a giocare e tu sai che ogni volta che desideri puoi prendere quel bambino per mano e sentirlo vicino a te…
Con questa sicurezza lascia i bambini mentre giocano e ritorna qui.
Riprendi un contatto più diretto con le tue sensazioni fisiche e quando vuoi apri gli occhi…
Permetti alla tua mano di scrivere tutto ciò che vuole scrivere al riguardo.
Riflessione verbale.
d) Il Giornale
(connessione simbolica con aree riguardanti i valori e gli interessi personali. Valutazione delle attitudini del soggetto e possibilità di manifestarle e condividerle).
Assumi una posizione comoda. Chiudi gli occhi… respira profondamente… mentre aspiri senti di inviare dell’ossigeno ad ogni cellula del tuo corpo, e mentre espiri senti di eliminare qualsiasi tensione del tuo corpo…
Sei un giornalista… Lavori nella redazione di un giornale… Il tuo compito è quello di selezionare le notizie… e intervistare delle persone su argomenti di attualità.
Quali sono le notizie che selezioni?… Visualizza le notizie scelte… Cosa informano?… Con quali persone entri in contatto per le interviste?… Quali sono gli argomenti nei quali sono esperte quelle persone?… Quali argomenti sceglieresti tu per le interviste?… Ascolta una delle interviste…
Come ti senti in questo lavoro?… Qual è il nome del giornale?… Come ti senti in quell’ambiente?…
Piano, piano, riprendi contatto con questo momento, apri gli occhi e scrivi quanto la tua mano vuole scrivere al riguardo.
Riflessione verbale.
Settore antropologico
e) Altri Mondi
(connessione simbolica con la possibilità di aperture a nuove esperienze. Ampliamento degli schemi mentali trasmessi in modo incontestabile. Accettazione di altri punti di vista e situazioni diverse)
Assumi una posizione comoda…
Chiudi gli occhi… respira profondamente… permetti alla tensione di scomparire da ogni parte del tuo corpo… permetti ad ogni organo di rilassarsi, incomincia a percepire il ritmo, la saggezza, l’ordine, la complessità dell’Universo, del quale sei parte…
Davanti a te compare una navicella spaziale pronta per partire verso altri mondi…
Sali nella cabina portando con te alcuni oggetti del tuo pianeta…
La navicella parte… verso dove va?
Come ti senti?… Arriva, scendi…
Com’è il posto?…
Come sono gli abitanti?…
Quali abitudini richiamano la tua attenzione?…
Tu cerchi di comunicare con loro…
Come li senti?…
È possibile uno scambio?…
Sicuramente sì… Hai con te gli oggetti della Terra. Cosa ricevi?…
Cosa dai?…
L’esperienza sta per finire, saluti gli abitanti di quel pianeta… porti con te gli oggetti ricevuti…
La navicella ritorna sulla terra…
Arrivi… Scendi dalla cabina…
Come ti senti?… Come hai vissuto questa esperienza?…
Cosa hai imparato?… Quale sensazione è rimasta in te?…
Ti chiederò ora di aprire gli occhi e mantenendo questa esperienza dentro di te, scrivi quanto la tua mano vuole scrivere al riguardo.
Riflessione verbale.
f) Il Filo d’Oro
(connessione simbolica con il senso di appartenenza all’universo, con il suo mistero, con i suoi cicli, contatto con persone e razze diverse)
Assumi una posizione comoda… Chiudi gli occhi…
Lascia da parte i pensieri consci… il respiro profondo e ritmico ti metterà in contatto con la ricchezza delle tue immagini interiori… Mentre il tuo respiro ti culla con il suo ritmo compare davanti a te un sottile filo dorato, brillante… non puoi percepire dove inizia, né dove finisce quel magnifico filo…
Piano, piano il filo diventa un tappeto… diventa un bellissimo tappeto dorato… il tuo corpo leggero si siede sul tappeto…
Il tappeto inizia a volare portandoti molto in alto… ti senti sicuro, libero… Guardi la terra dall’alto, distingui i suoi colori, blu, verde, marrone… Ti senti profondamente legato alla terra…
Attraverso i mari… gli oceani… i continenti… vivi i cicli delle stagioni… mentre vola il tappeto diventa verde, verde come la primavera delle foreste vergini… ti senti fluttuare su quel fresco e morbido tappeto…
Il tappeto verde incomincia la sua discesa, passa tra nubi, montagne, fiumi, giardini…
Quando rimetti i tuoi piedi sulla terra, ti trovi circondato da bambini, da adulti, da persone di tante razze diverse…
Ti senti unito ad essi… sensazione che avevi sentito prima… senti di essere parte di tutto ciò che abita e forma la terra… incominci a vedere le cose anche da punti di vista diversi… e ti chiedi perché mi sento così bene, perché vedo tutto in modo più allargato?
Come ho intenzione di vivere su questo pianeta, da ora in poi?
Riposi… Ti siedi su una roccia sulla quale qualcuno ha scritto:
“Vedere il mondo in un granello di sabbia ed il cielo in un piccolo fiore… Avere l’infinito sul palmo della mano”…
Quando ti senti pronto, apri gli occhi e scrivi quanto la tua mano vuole scrivere su questa esperienza.
Riflessione verbale.

