Sviluppo dinamico della personalità

Evoluzione dinamica dell’individuo. Vi è un primo momento di “dipendenza” del soggetto da chi si prende cura di lui. Durante il periodo della gravidanza e dopo l’espulsione dal canale vaginale, per sopravvivere, il bambino ha bisogno di essere accudito e allevato. Dipende totalmente dagli altri. Con la comparsa della deambulazione, delle prime parole, della manipolazione, che gli consente di portarsi il
cibo alla bocca da solo, alla fine del primo anno di vita, la dipendenza fisica si allenta, quella psichica continua per molto tempo e non sempre si conclude nel momento in cui dovrebbe essere raggiunta l’autonomia. Dai 3 ai 6 anni il bambino è nella “fase dell’egocentrismo”, si sente al centro del mondo, è più quello che vuole ricevere dagli altri di quello che vuole dare loro. È il periodo durante il quale, quando è con i coetanei, l’attività ludica è del tipo “giochi paralleli”. Errati atteggiamenti educativi che favoriscano eccessivamente la naturale tendenza egocentrica o l’iper-protezionismo da parte degli adulti, possono far rimanere in questa fase il bambino oltre i limiti fisiologici. Il momento successivo è caratterizzato dalla “fase dell’eteronomia”, ossia quella dell’accettazione della regola proveniente dall’esterno. Se non ci sono motivi di ordine patologico, come un ritardo mentale, un disturbo globale dello sviluppo psicologico, un deficit dell’attenzione con iperattività, un disturbo della condotta, deficit neurologici e sensoriali, disturbi ansiosi o depressivi, il bambino non mette in discussione quello che gli dicono i genitori, gli insegnanti o gli educatori. In questo periodo, che va dai 6 anni fino all’inizio della pubertà, è necessario che gli vengano date le regole perché il terreno è fertile per accoglierle. Privarlo di questo suo diritto può compromettere l’equilibrio del futuro sviluppo, come, d’altro canto, è dannoso esigere il rispetto di regole troppo rigide. L’ultima fase è quella dell’”autonomia”, che segna il passaggio dalla vita infantile a quella dell’adulto; un’autonomia intesa come accettazione della regola che non viene più dal di fuori, ma è interiorizzata, fatta propria, non imposta, nel rispetto dell’autonomia degli altri.