Tamara Pecchioli

La mia storia formativa e professionale. Quando incontrai la Pedagogia Clinica da oltre venti anni lavoravo come insegnante nella Scuola Elementare. In tutti questi anni mi ero confrontata a vari livelli con situazioni difficili, problematiche, disagiate, alle quali spesso né io, né la scuola avevamo saputo trovare soluzioni, o meglio, opportunità di ricerca di soluzioni adeguate. Il risultato di questo sforzo, spesso sostenuto da buona volontà, ma cieco rispetto a strategie di intervento capaci di modificare sostanzialmente le situazioni, era sempre scarsamente incisivo: i bambini rimanevano sostanzialmente “dentro i problemi”.

Esperienze formative
Negli ultimi anni della mia professione di insegnante ebbi l’opportunità di progettare percorsi di prevenzione e interventi di recupero all’interno del Circolo Didattico, ricoprendo il ruolo di insegnante coordinatrice della progettualità. È stato proprio in questa fase della mia vita che ho sentito l’esigenza di approfondire la mia preparazione, acquisendo tecniche e metodi capaci di modificare realmente la condizione di disagio nella persona.

Esperienza formativa in Pedagogia Clinicabr>Poco dopo ho incontrato la Pedagogia Clinica. Negli ultimi vent’anni il panorama pedagogico era molto cambiato: nuovi programmi, pluralità degli insegnanti, nuovi metodi, nuove strategie educative… molti progetti. Il tutto volto all’innalzamento del successo scolastico. Ma come era possibile che tutto questo grande apparato dell’Istruzione, fosse riuscito nel suo intento, così ampiamente decantato da più parti? Probabilmente il problema è a monte, non si può sconfiggere un nemico, in questo caso il disagio scolastico, quando non si conosce interamente, quando non si ha la visione chiara delle tante sfaccettature che lo compongono. Sicuramente però era necessario un cambiamento di prospettiva. Gli alunni… questo meraviglioso mondo, così poco conosciuto nella autenticità e al tempo stesso nella complessità dei suoi aspetti e troppo spesso incautamente e superficialmente classificato, seriato, etichettato, e al tempo stesso… lasciato nel problema. La spirale nella quale la Scuola cadeva era proprio quella di costringere il bambino a rimanere sul problema-sintomo, senza sostenerlo attraverso il potenziamento di tutti quegli aspetti della sua persona che, soltanto se sviluppati, coltivati, armonizzati nel loro insieme, potranno consentire al bambino di produrre una diversa espansione del sé, adeguata alla situazione. Ed è proprio qui, nel concetto di alunno come persona, nella molteplicità dei suoi aspetti, nel gioco del più e non del meno, nell’attuazione di strategie di prevenzione che si gioca tutta la partita dell’educazione. Ho trovato nella Pedagogia Clinicanbsp;una risposta a tutto questo, una nuova strada da percorrere.
Da allora sono cambiate molte cose nella mia vita. Per altri 20 anni ho insegnato Psicologia in un Liceo. Nel 2002 ho completato la formazione in Pedagogia Clinica poi in Reflecting® e via via il mio percorso di studi si è arricchito ogni giorno.

Professione Pedagogista Clinico®
Ho aperto uno Studio Professionale, sono diventata Docente nella Formazione per i Pedagogisti Clinici, esperienza tutt’oggi attiva. Sono stata co-autrice e autrice di pubblicazioni. La formazione acquisita mi ha permesso di ricoprire con soddisfazione ruoli di coordinamento pedagogico presso molte Scuole del territorio e nazionali, finalmente con la competenza necessaria. Forse la Scuola nella sua globalità è ancora un pò lontana dalla corretta visione del concetto di “aiuto alla persona”, come Pedagogisti Clinici il nostro intento è comunque sempre quello di… “andare oltre la superficie”.