La mia esperienza formativa e professionale ha avuto inizio da una curiosità. Nella scuola dove lavoravo mi colpì la locandina che invitava all’open day di pedagogia clinica a Napoli: decisi di partecipare.
Dopo aver ascoltato con attenzione gli interventi di Marta Mani e del prof. Pesci, tornai a casa con il cuore pieno di gioia perché avevo trovato ciò che cercavo da tempo, vale a dire un ente formatore capace di comunicare valori profondi, in cui anch’io mi identificavo: mettere al centro la persona senza distinzione e aiuParla a crescere in base alle proprie possibilità.
Mi colpì che la Pedagogia Clinica non focalizza il solo aspetto cognitivo, motorio o affettivo, ma propone di avere uno sguardo globale, capace di valorizzare ogni suo aspetto: cognitivo, motorio ed affettivo.
L’obiettivo è di ricercare nella persona nuovi equilibri che però non vengono dettati dal professionista, ma tirati fuori, grazie al Reflecting®, da riflessioni proprie.
Scoprire, inoltre, l’importanza delle tecniche di dialogo corporee, insieme ad altri metodi, che permettono quel processo di unificazione che genera la consapevolezza di avere un corpo e di essere un corpo, che si dimensiona nel ritmo vitale, nel conoscersi-riconoscersi, nel sentirsi e percepirsi, nel riappropriarsi e ricongiungersi in una configurazione armonica.
Grazie a questo percorso mi sono messa in discussione e, soprattutto, sono cresciuta come persona e come professionista.
La Pedagogia Clinica, infatti, assicura professionalità con un bagaglio di strumenti e risorse adeguati che rendono il Pedagogista Clinico®️non solo competente nel suo campo, ma perennemente accompagnato e stimolato alla crescita. Egli è chiamato a valorizzare le abilità, disponibilità e potenzialità innanzitutto di sé stesso per poi aiutare a scoprirle e riconoscerle negli altri.
L’aiuto che l’associazione ANPEC, attraverso l’Isfar, mette a disposizione di noi professionisti, con continui corsi di aggiornamento e formazione, e’ di fondamentale importanza perché offre l’opportunità di essere sempre aggiornati e, quindi, sempre attenti alla persona.
Dal 2020 ad oggi cresce sempre più il mio orgoglio e la mia motivazione.
Il primo passo è stato quello di aprire lo studio “Cercatori di preziosità”, che mi ha permesso di toccare con mano la significatività dei percorsi della pedagogia clinica sia negli incontri individuali che nei gruppi all’interno delle scuole.
Successivamente, insieme ad altre due professioniste, abbiamo messo su la cooperativa sociale “Artigiani di preziosità” per valorizzare l’uomo e la sua dignità attraverso percorsi laboratoriali di orientamento al lavoro e di inclusione sociale. I nostri laboratori, infatti, sono un vero e proprio spazio socipeto in un’ottica pedagogico clinicaπ× e si avvalgono della competenza di esperti nel settore della pasticceria, pizzeria, panificazione, ceramica e musicale. In questa maniera si crea una correlazione equilibratrice e simmetrica tra spazio e funzione della relazione in risposta al bisogno della persona.
In definitiva riconosco sempre più di stare nel “posto” giusto. Un “posto” che non inganna, ma aiuta concretamente l’altro ad esprimersi e tirare fuori il meglio di sé e … gioirne!!!
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