Il Metodo TouchBall® con l’utilizzo della Palla VibroCromatica orienta al dialogo tattile al fine di favorire la coesione dinamica fra dimensione somatica e dimensione psichica e l’integrazione del principio di azione con cui si esprimono gli affetti e i sentimenti. Esso offre un aiuto fondamentale non solo per l’equilibrio psicofisico generale della persona, ma altresì la costituzione, l’organizzazione, il funzionamento del corpo, il quale, lontano dall’apparire semplice supporto fisico, deve farsi partecipe diretto della costituzione della persona, co-protagonista dell’esistenza. Il metodo consente di assimilare energia, vivere momenti distensivi in ascolto del proprio corpo, percepire ogni parte sottratta al mutismo e alla insensibilità in un complesso di informazioni sensoriali ed emozionali, in un sentirsi “disegnare” fino a ricoprire la propria figura, assumerne consapevolezza per poi, con un effetto simile ad una dolce, gradevolissima carezza, scivolare in uno stato di piacevole benessere e di calma.
Il TouchBall® indica una metodologia complessa, chiede che la persona scelga spontaneamente la Palla VibroCromatica in base al colore privilegiato, che assuma una posizione comoda prima in decubito dorsale e poi ventrale, e mentre sosta distesa la palla viene mossa con il palmo di una mano sciolta e flessibile, adatta a rotazioni centripete, circolari, di diversa ampiezza, idonea a variare, regolare e modulare la velocità, il ritmo, gli effetti vibratori, gli sfioramenti e i foulages in base alle diverse aree sollecitate. La palla offre un tocco che non sconcerta, non turba e non invalida in alcun modo il piacere prodotto dalle vibrazioni, dal suono, dalla pressione, dalla cromaticità, dalla sincronizzazione pausativa e ritmica, dalla mollezza e dalla sfumatura del movimento. Si tratta di significativi stimoli che vanno ad iscriversi sul corpo, capaci di suscitare nuove emozioni vissute con sollievo, di favorire l’analisi che la persona compie secondo i programmi narrativi e le funzioni semantiche offerte dall’intermediario. (G. Pesci-M. Mani, Pedagogia Clinica- La scienza distintiva della professione di Pedagogista Clinico, Omega, Pag.117-118).

