Una risposta educativa ai bisogni dell’infanzia

di Maria Carmela Lavacca

 

L’esperienza formativa triennale in Pedagogia Clinica  è stata per me un’importante occasione di crescita e di arricchimento personale. Alla luce della mia esperienza di lavoro alla scuola dell’infanzia, l’esperienza formativa in “Pedagogia Clinica”, vissuta con grande interesse e partecipazione é stata un’occasione di riflessione e di approfondimento delle conoscenze pedagogiche e psicologiche in ordine al problema educativo dell’infanzia.

Ho avuto l’opportunità all’interno della scuola presso la quale svolgo il mio ruolo di insegnante, di costruire e sperimentare un percorso educativo con una molteplicità di nuove proposte didattiche formative con gli alunni di 5 anni, in linea con le conoscenze acquisite in mio possesso, durante gli anni di formazione in “Pedagogia Clinica”.

L’orientamento pedagogico-clinico guarda ai bisogni dell’alunno, costruttore di relazioni sociali, offre strumenti più idonei per l’osservazione e promuove nuovi orientamenti metodologici e didattici.

Un orientamento che sottolinea la “centralità della persona” che agisce, che si muove, che pensa, che si relaziona.

La scuola è sicuramente il luogo dove si sviluppano gli apprendimenti per la crescita dell’alunno, ma è anche l’ambiente che lo accoglie.

Pertanto, dovrà rispettare le condizioni indispensabili, per la realizzazione degli apprendimenti, per lo sviluppo delle competenze, nel rispetto delle risorse possedute da ciascuno.

Un ambiente idoneo si presenterà accogliente e coinvolgente, strutturato secondo le necessità dei bambini, organizzerà spazi, materiali, per l’organizzazione delle attività scolastiche.

Un ambiente che rispetta il “saper fare” degli alunni, dunque, organizzerà le modalità migliori attraverso le quali i bambini si esprimono, creerà occasioni di scambio e di apertura verso gli altri.

Pianificare vuol dire costruire strategie nuove da realizzare in una molteplicità di occasioni, rispettando tappe e tempi di sviluppo degli alunni.

La definizione dei traguardi formativi considererà gli aspetti dello sviluppo, da quelli cognitivi a quelli emotivi-affettivi-relazionali in dinamica interazione.

Progettare nella scuola vuol dire far vivere agli alunni una molteplicità di esperienze ricche di significato, creando le condizioni per l’evoluzione degli aspetti significativi della personalità.

La Pedagogia Clinica rappresenta una “risposta educativa” dunque nuova, rispettosa dei bisogni dell’infanzia, che partendo dal “bambino” si prende cura delle necessità del singolo, che tiene conto degli interessi dei bambini, che non ignora gli aspetti peculiari dell’età degli alunni, l’ambiente sociale in cui vivono e da cui provengono.

Sottolinea l’importanza dell’ambiente scolastico, che si presenterà idoneo a stimolare gli alunni, gioioso, accogliente, idoneo per un sereno sviluppo individuale e sociale.

Sono queste le considerazioni di base, per le quali avviare la progettazione di una metodologia nuova, suggerita dall’orientamento pedagogico-clinico, per un sereno adattamento degli alunni ai contenuti della scuola dell’infanzia.

I bambini esprimono un reale bisogno di movimento e di educazione al movimento, esprimono l’esigenza di confrontare e confrontarsi con l’ambiente sociale in cui vivono.

Dal documento ufficiale, nazionale, del Ministero della Pubblica Istruzione – Roma, settembre 2007 si legge che: “La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche, devono sempre tenere conto della singolarità e complessità di ogni persona, della  sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione”.

“L’alunno è posto al centro dell’azione educativa, in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi”.

La Pedagogia Clinica, impegnata a salvaguardare l’equilibrio psicofisico e sociale affettivo-relazionale degli alunni, interviene a sostegno del minore per un corretto processo di crescita e di sviluppo.

Pertanto, raggiunge gli obiettivi individuati, per un’educazione prescolastica e sistematicamente organizzata. Grande importanza nella scuola dell’infanzia assume il valore “della corporeità”. L’importanza di un corpo che si esprime attraverso una molteplicità di linguaggi espressivi, da cui leggere il mondo interiore dei bambini, fatto di emozioni, a volte anche contrastanti, riporta l’attenzione al valore dell’esperienza pratica dei bambini.

Nessuna funzionalità può essere riconosciuta ad una metodologia se si precludono agli alunni esperienze pratiche formative, da cui lo slancio alla creatività, alla partecipazione emotiva, all’interesse e al piacere di fare, di sperimentare e sperimentarsi.

L’intervento pedagogico-clinico è finalizzato a garantire le sollecitazioni nelle attività educative, tenendo conto dei seguenti obiettivi specifici:

“Alimentare il controllo tonico”, supporto fondamentale di ogni linguaggio corporeo, veicolo della comunicazione non verbale e delle emozioni,

“Assumere consapevolezza dei rapporti spaziali”- Conquistare capacità organizzative temporali”, aspetti fondamentali per l’attività conoscitiva. Sono conquiste che il bambino realizza con la sua stessa esperienza;

“Favorire il passaggio dal corpo vissuto al corpo percepito” attraverso la presa di coscienza segmentaria del proprio corpo frutto del processo di interiorizzazione;

“Favorire abilità grafico-segniche” perché la comunicazione per mezzo dell’atto grafico diviene man mano certezza, si ripete e si perfeziona;

“Favorire la disponibilità e l’abilità nella relazione” per il riequilibrio emotivo-relazionale, per l’integrazione del gruppo;

“Vivere il dinamismo respiratorio”, complessa funzione fisiomeccanica, psicocinestesica e senso-percettiva;

“Favorire l’acquisizione del linguaggio verbale e promuovere molteplici linguaggi espressivi.

Uno dei compiti della Pedagogia Clinica è quello di assicurare a ogni persona la possibilità di sviluppare ed educare le capacità potenziali mettendo a disposizione strumenti e metodi che danno valore alla persona che apprende.

Un ventaglio di tecniche diverse, in costante interazione, costituisce una solida base per un’educazione olistica.

Le esperienze formative proposte hanno suscitato nei bambini un atteggiamento attivo e partecipato. I bambini durante il percorso tracciato hanno potuto esprimere la propria interiorità, attraverso forme espressive plurime, corporee e di attività pratica, sviluppando un senso di maggiore appartenenza alle proprie emozioni, un modo più attivo e partecipe alla vita di relazione.

(in Rivista Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici, Edizioni Scientifiche ISFAR Firenze, n. 22/2010)

Join our
mailing list

to stay up date

Please enter a valid e-mail