Valeria Sudano

Sono Valeria Sudano,
abito e lavoro in provincia di Enna.
Il mio percorso formativo con l’ISFAR di Firenze, ha inizio dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, conseguita a Catania nel novembre del 2007, ero desiderosa di iniziare a lavorare, ma allo stesso tempo mi rendevo conto che il percorso di studi non mi aveva portato ad acquisire le competenze sperate. Un giorno, grazie ad una mia collega di servizio civile, nel frattempo avevo infatti iniziato a fare molto volontariato e il SCN, vengo a conoscenza dell’ISFAR e della possibilità di frequentare il corso di Pedagogia Clinica. Questa strada mi è parsa da subito l’ ideale per quello che era il mio sentire e le mie esigenze di acquisire competente e iniziare a lavorare con degli strumenti in più, grazie a metodi e tecniche specifiche. Ho intrapreso con grande entusiasmo la formazione in Pedagogia Clinica e nel 2010, a Firenze, ho conseguito l’iscrizione all’ANPEC-Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici con tesi dal titolo : “ Conoscersi e riscoprirsi nell’incontro Pedagogico Clinico.” Mi si apriva un mondo, che da sempre sentivo attraverso la mia sensibilità, ma adesso riuscivo a dare nome e forma a quanto poteva aiutare gli altri in maniera strutturata e adeguata.
Inizio a lavorare per una cooperativa sociale dove ad oggi svolgo il ruolo di educatrice, e gli ambiti di intervento spaziano dall’educativa domiciliare (minori, anziani e disabili) al centro di aggregazione (per pazienti psichiatrici seguiti dal CSM di Enna e bambini seguiti dalla Neuropsichiatria) ed aiuto affiancando il mio datore di lavoro all’organizzazione della stessa. Partecipo ad un bando al Comune di Enna e vengo presa per tre anni come educatrice all’interno di un’equipe per contrastare l’istituzionalizzazione dei minori, esperienza che dura ad oggi e che mi sta donando tanto.Non sono riuscita ad avviare uno studio privato, avevo iniziato ma dopo l’emergenza covid non ho avuto modo di seguire altri privati. È un lavoro duro e molto impegnativo il mio, arduo talvolta, che necessita di continua attenzione, presenza, sensibilità e aggiornamento continuo su più fronti, non mancano i momenti di scoraggiamento, ma prendersi cura della persona aiutandola e affiancandola nella sua crescita nella sua globalità, facendone emergere i punti di forza, armonizzandone le risorse, rinsaldandone l’autostima, offre al mio lavoro e a me stessa un immenso valore aggiuntivo che ripaga abbondantemente. Prendere in cura una persona, vuol dire anche coinvolgere la sua famiglia ed il proprio contesto di riferimento, sempre con grande sensibilità e rispetto così come ci insegna la Pedagogia clinica.La formazione ed i metodi che utilizzo nel mio lavoro attingono dunque anche alla Pedagogia Clinica, che mi permette di avere uno slancio in più ed un qualcosa in aggiunta alla mia preparazione.