Viviana Avella

…Quando arrivò il momento di scegliere “cosa fare da grande”, non ebbi nessun dubbio. Mi iscrissi alla Facoltàdi Scienze dell’Educazione a Bologna. Le conoscenze teoriche però non soddisfacevano il mio bisogno di possedere degli strumenti per un approccio più sicuro. Mi domandavo sempre “si ma cosa posso fare? e come lo faccio, con che cosa lo faccio?”. Nei miei primi approcci lavorativi, osservavo spesso pratiche e metodi di “addestramento”, che mal si sposavano con il mio sentire. Desideravo avere una conoscenza, che potesse portare un reale cambiamento nella mia vita e in quella delle persone al quale fornivo la mia professionalita.
Questi dubbi mi hanno spronata a fare ricerche in merito alle varie proposte formative che offrissero una formazione basata si sulle teorie, ma soprattutto sui metodi, tecniche operative e “sull’essere”.
Il mio percorso formativo écosi proseguito grazie all’ISFAR-Formazione Post Universitaria delle Professioni, che contattai per iscrivermi al corso di formazione in Pedagogia Clinicache si teneva a Milano. La prima giornata di incontro, fu davvero singolare, il Prof. Guido Pesci e la Dott.ssa Marta Mani, con forte personalita, camminavano intorno a noi, stavano con noi, offrendo al corpo la possibilità di essere in azione e di non subire la staticità, facendoci sentire parte attiva. Tutto questo era davvero unico, dopo anni seduta ad ascoltare le lezioni universitarie. Questa formazione, fatta di continuo studio e ricerca, mi ha offerto una visione sull’interezza e unicità dell’individuo. I vari incontri con i docenti mi portarono alla conoscenza di metodologie, strumenti esclusivi propri della Pedagogia Clinica e tecniche che rispondevano al vastissimo panorama dei bisogni educativi della persona. “Persona”, questa parola, non mancava mai, in ogni incontro formativo di ogni singolo docente. La Persona nella sua completezza, globalità, con le sue potenzialità e adattabilità. Non le fragilità, non le diagnosi, ma si guardava sempre alla Persona. Ancor più importanti per la crescita professionale e personale, il percorso di tipo esperenziale tenuto nella bellissima atmosfera di Montevarchi, ove il confronto tra colleghi e l’espressione di ognuno ha portato a riflessioni profonde sulla corporeità e sul saper “stare” assieme.
Tutto questo ha gettato le basi per la mie esperienze lavorative, in comunità per disabili e psichiatrici, comunità per gestanti e donne vittime di violenza, strutture residenziali anziani, servizi educativi scolastici, servizi di educativa domiciliare adulti con disabilità e adulti psichiatrici. Fino ad oggi, dove oltre a proseguire la professione di Educatrice, conduco il coordinamento di un Servizio Domiciliare Assistenziale ed Educativo presso il Consorzio per il quale lavoro.
La Pedagogia Clinica nel mio caso, ha offerto maggiore capacità professionale e valore umano.