Fattori oggettivi per riconoscere il Pedagogista Clinico®

In essenzialità per riconoscere il Pedagogista Clinico® è sufficiente uno sguardo al corredo dello studio professionale che per ottimizzare gli interventi di aiuto richiede un tavolo di cristallo, un lettino, un divanetto a due posti, una parete attrezzata e un tappeto. A questi aspetti ben visibili si aggiunge l’accoglienza, il lemmario, le modalità per rilevare le necessità, i metodi, le tecniche e lo strumentario in suo possesso. L’accoglienza deve essere sostenuta dal prestigio dell’attenzione poiché per il Pedagogista Clinico® rappresenta l’incipit e il prodromo della relazione con la persona, fondamentale per la costruzione simpatetica tanto che per assumere abilità nella disponibilità è previsto un notevole spazio nella formazione.

Fra le diverse attenzioni perseguite nell’accoglienza il Pedagogista Clinico® fin dalla telefonata e dal primo appuntamento è coinvolto direttamente senza impegnare altre figure in tale compito; il professionista potrà così, fin da subito, grazie al suo stile di accoglienza professionale e all’assetto dell’ambiente, trasferire negli altri utili indicatori su cui intessere stima e fiducia, indispensabili per avviare il percorso che lo condurrà alla propria riuscita.

È un professionista che si propone con un lemmario la cui efficacia è voluta dalla Pedagogia Clinica , scienza distintiva della professione di Pedagogista Clinico®, e che permette all’Utente di evidenziare quali lemmi non utilizza come i termini “anamnesi” e “diagnosi”, poiché egli non conduce indagini con i criteri dell’inchiesta e dell’intervista, né promuove indagini per inseguire i sintomi o i responsabili aspetti settoriali specifici, perché una diagnosi è configurata ad una concezione puramente quantitativa dello sviluppo a cui fa seguito assai frequentemente una descrizione esclusivamente negativa. La persona sentirà invece utilizzare Verifica delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD), è  un’analisi complessa che permette di individuare e leggere la sufficienza dei mezzi propri del soggetto, le sue capacità di “distribuirsi” nelle diverse situazioni, l’integrazione con i suoi sentimenti e i suoi bisogni, le qualità energetico-affettive e ogni responsabilità delle auto insufficienze e inadeguatezze che lo limitano nell’attiva partecipazione all’esistenza. Non sono legittimati dalla Pedagogia Clinica , i termini “fase” e “stadio”, scala” e “livello” per definire lo sviluppo, né la voce “profilo” intesa come rappresentazione schematica di risultati raggiunti da una persona, o “bilancio” nel senso di “elenco di voci riassuntive sulle abilità dei soggetti “sottoposti a esame”. Il Pedagogista Clinico® non utilizza neppure il termine “esame” in base al quale “valutare”, così come “esercizio”, ovvero l’acquisizione di abilità mediante ripetizione di atti, cioè occasioni di ammaestramento, anche “trattamento”, “prove”, “caso”… o le espressioni “presa in carico” di una malattia o una persona, o gli appellativi quali “terapia” e “pratica terapeutica”, nel senso di “metodo e cura per alleviare le sofferenze del paziente” non fanno parte del lemmario. Tanti sono i lemmi che non vengono accolti dalla Pedagogia Clinica e perciò non utilizzati dal Pedagogista Clinico®.

Tra i  fattori oggettivi per riconoscere un Pedagogista Clinico® sono da aggiungere le modalità che egli segue per rilevare le necessità della persona evitando valutazioni e giudizi, in orientamento ad un’ottica di conoscenza globale tradotta dall’osservazione diretta e realizzata attraverso propri mezzi conoscitivi, i metodi e lo strumentario. Conosciute le abilità, le disponibilità e le potenzialità dell’individuo, l’intervento di aiuto del Pedagogista Clinico® segue strategie educative con un criterio controllato, empirico e critico in orientamenti ai tanti metodi esclusivi coperti da marchio registrato e delle opportunità operative tratte dalla scoperta del Punto Egoico® e del Codice Gestuale Corporeo®, del LabyrintWay®, dalla scoperta dell’incidenza della Topografia della tipografia nella decodifica dei simboli alfabetici, dei valori anticipatori della scritto-lettura, di come uscire dall’Universo delle ambiguità e saper tornare a leggere i segni e i simboli dal libro dell’ambiente, la scoperta dell’Uomo Compasso, della Coreografia Fonetica, del Linguaggio-azione, il contributo delle Forme informi e delle Fantasmagorie. Tanti aspetti caratterizzanti che si corredano anche dello strumentario ricco di strumenti come la Palla VibroCromatica coperta da brevetto e il Tales of Sand® (Racconti di sabbia), necessari all’esercizio della professione di Pedagogista Clinico® e che contribuiscono anch’essi a rendere inimitabile tale professionista.

Questi i fattori oggettivi per riconoscere un Pedagogista Clinico® che, se pur richiamati brevemente, lo rendono inconfondibile e la contraffazione facilmente identificata.

Marta Mani