L’atelier d’argento

La condizione anziana è accom­pagnata da una certa involuzione fisica, psichica, affettiva e ses­suale; al calo di efficienza e alla crisi di identità, si unisce fre­quentemente nell’anziano la rot­tura dell’equilibrio emotivo, per cui si sviluppano in lui stati di ansia, paure, insicurezze, che danno luogo a forme di narcisi­smo, introversione, regressioni psicologiche.
Da qui l’importanza dell’inter­vento pedagogico clinico in am­bito senile per ripristinare nel­l’anziano equilibri e abilità, su­perare disagi socio-relazionali e psico-affettivi.
L’atelier d’argento è stato un progetto rivolto a un gruppo di circa 13 anziani della Casa di Ri­poso “A. Rossi” di Arsero, in provincia di Vicenza, articolato in 10 incontri di un’ora e mezza a settimana, è terminato a dicem­bre 2006.
Il progetto che ho condotto è nato con l’obiettivo di promuo­vere all’interno del gruppo an­ziani il superamento dei disagi e delle personali difficoltà di rela­zione, favorire una maggiore presa di coscienza delle capacità e delle potenzialità di ciascun anziano; attraverso dei linguaggi di espressività olistica di sé (gra­tificanti e perciò positivi per l’autostima), e di ciò che è altro da sé (relazione con gli altri e con l’ambiente).
Per promuovere il cambiamento personale e socio-relazionale ho articolato il progetto attraver­so una sequenzialità di esperien­ze.
L’approccio è avvenuto con la voce, la poesia, la danza, il respi­ro, il disegno, il movimento, nel­lo specifico attraverso la sinergia di tecniche pedagogico cliniche, quali: Edumovement®, InterArt®, Educromo, Discover Project® declinate contestualmente agli obiettivi di progetto.
I primi incontri hanno offerto l’opportunità a ciascuno di par­lare di sé agli altri, di riflettere su se stessi; sono seguite esperien­ze corporee di contrazione e de­contrazione muscolare con il me-todo Discover Project®.
Purtroppo nella nostra cultura ci ricordiamo del corpo soltanto quando non funziona bene o non ci piace, proprio per questo il fine del metodo proposto è stato quello di agire su tutto il corpo inteso come centro coordinatore delle esperienze e asse di un nuovo e più adatto orientamento verso la vita. Il Discover Project® ha incoraggiato una maggiore presa di coscienza di sè, del pro­prio corpo nella sua unità e nella sua rappresentazione spaziale e topografica.
Sono seguite esperienze di crea­tività artistica attraverso l’InterArt® che hanno permesso di aiutare la persona anziana sia sul piano cognitivo che affettivo. Il canale espressivo-creativo-idea­tivo ha favorito nella persona la scoperta e la riscoperta del pro­prio sé, attraverso la trasmissio­ne del proprio vissuto sul piano artistico.
Attraverso il disegno, la scultura di creta e il lavoro con il filo di ferro, gli anziani hanno potuto esprimere la propria personalità, il proprio Io in modo autentico e originale.
Il canale espressivo ha consenti­to l’emergere di un interesse vivo ed attivo per la vita in se stessa di fronte alla stessa morte, ha ri­svegliato in persone di 70/80 anni, desideri nascosti, non sve­lati, quali: la felicità, la salute, la ricchezza o il desiderio di avere un compagno accanto, desideri

“Se tratti un uomo quale è, rimarrà così come è.
Ma se lo tratti come se fosse quello che potrebbe o dovrebbe essere,
certamente diverrà ciò che potrebbe o dovrebbe essere”
J.Wolfgang Goethen. 18 – gennaio-giugno 2008 che suggeriscono di insistere nella sfida a favore della vita.

L’InterArt essendo un metodo che abbraccia tutte le forme espressive compresa la poesia, ha offerto a ciascun anziano la possibilità di scrivere una pro­pria ed originale poesia, facendo cadere maschere e barriere. Sono stati cosi realizzati lavori poetici importanti, rivelatori di una commossa sensibilità; ne sono un esempio alcune poesie di se­guito riportate:

La pace è un bene per tutti,
la pace è un dono di Dio.
B.Giustina

Ho cercato di fare
un simile cielo,
con laterale un mare,
e dall’altro lato
perle di collina
con due personaggi
nei quali un giorno,
unendosi,
possano diventare
un solo occhio,
con un solo sguardo
che rimarrà
nei nostri cuori
per tutta la vita.
G.Lino

Viva la pace
in tutto il mondo,
tutti più buoni.
Viva chi sa donare
amore,
luce di stelle.
Io sono triste
perché ho perso l’amore
la vita è come spenta per me.
F.Rosa

Sia l’InterArt® che il Discover Project hanno favorito un abbat­timento delle tensioni interiori, delle difese, delle chiusure ini­ziali e contemporaneamente han-no rafforzato l’Io.
Gli anziani sicuri di sé e liberi da chiusure, verso la metà del pro­getto hanno iniziato ad esprime­re verbalmente i loro malesseri profondi: difficoltà a dialogare liberamente senza il condizionamento del giudizio altrui; sen­sazione di non essere ascoltati e capiti: “non parlo perché non mi sento ascoltato”, difficoltà a vivere e sentire sulla propria pel­le le emozioni sia positive che negative, ne sono espressione: “sono una foglia secca”, “tutto mi scorre via”.
Gli anziani a seguito delle espe­rienze proposte si sono trovati ad essere forti nella riscoperta delle proprie risorse e potenzialità, ma anche consapevoli delle proprie difficoltà relazionali, per questo sono stati inviati a fare delle esperienze di “gioco” attraverso il metodo Educromo, per favo-rire scambi di fiducia l’uno ver-so l’altro, conseguendo nuovi equilibri nei rapporti all’interno del gruppo in un ottica di decon­dizionamento libero da formali­smi e da comportamenti codifi­cati.
Il metodo Educromo® ha aiutato ogni anziano ad accogliere posi­tivamente e costruttivamente le differenze dell’altro, non solo, da questa esperienza si sono for­mate coppie di anziani che han­no iniziato a fare qualcosa insieme: completandosi nell’atti­vità proposta o imparando a ri­spettare i tempi e gli spazi del­l’altro.
Si è potuto notare come, nei gio­chi di relazione, le coppie for­mate da sole donne abbiano ri­cercato il rispetto reciproco dello spazio e del tempo, mentre le coppie miste: donna-uomo, han­no cercato di completarsi a vi­cenda nell’attività (sia nella pit­tura e sia nell’abbigliamento in alternanza).
L’Atelier d’Argento ha offerto alla persona anziana nuovi sti­moli, permettendogli di immet­tersi in un circuito propositivo con un insieme di opportunità per rinnovarsi e crescere ancora, mantenendo entusiasmi, desideri e riscoprendo nuove capacità e disponibilità nell’attivare dina­miche espansive del sé.
Questo percorso ha dimostrato che è possibile impedire all’an­ziano di chiudersi in se stesso, migliorando la comunicazione e la stima di sé; è possibile infon­dere fiducia, sentimenti di auto­stima, sicurezza, dignità e dispo­nibilità per invecchiare con suc­cesso; attraverso un recupero della spontaneità di un corpo vissuto come soggetto di espe­rienza, integrato e perfezionato da una dinamica naturale e ar­moniosa con l’altro e la realtà esterna, dove l’anziano può tro­vare un “interesse distaccato ep­pure attivo per la vita in se stes­sa, di fronte alla stessa morte”.
Al progetto è seguito, nel mese di aprile 2007, un incontro for­mativo: teorico e pratico (con l’implementazione del materiale video raccolto durante le espe­rienze), per tutto il personale della struttura. L’incontro è stata un’occasione per raccontare il progetto in tutte le sue sfaccetta­ture e per farlo vivere anche a coloro che spesso si trovano dal­l’altra parte, ossia a coloro che prestano ogni giorno cura e assi­stenza a favore delle persone an­ziane.

Sabrina Germi
Pedagogista Clinico®