L’Università dell’anziano

La persona anziana è soggetta a grandi mutamenti, non solo fisici e psicologici, ma anche sociali. Questo può comportare una diminuzione di interessi, di stimoli e di gratificazioni che possono condurre l’anziano a disperdere le proprie abilità mnestiche creando disagi nella propria autonomia e vita relazionale.
Il Pedagogista Clinico® considera l’anziano non come un ammalato che deve essere curato o assistito, ma come una persona che “in evoluzione d’invecchiamento può presentarsi con scarsa reattività agli stimoli, disinteressata e arrendevole.”
Il progetto pedagogico clinico realizzato presso l’Università dell’anziano a Bitonto (BA), con il patrocinio del Comune nell’anno accademico 2006-07,  ha offerto la possibilità di fare emergere l’anzianità come un’opportunità, una ricchezza e una grande risorsa. Tutto ciò, attraverso il potenziamento delle abilità mnestiche, nel pieno rispetto della globalità della persona e quindi del rapporto che intercorre tra mente-corpo.
Nel progetto sono state coinvolti gruppi di persone di diversa età, con lo scopo di effettuare uno scambio generazionale, volto a creare nuove relazioni e scambi simpatetici.
Come Pedagogiste Cliniche, ci siamo rivolte alla suddetta Istituzione perché mantiene ancora un criterio “ghettizzante e separatista”. Abbiamo considerato importante aiutare la persona anziana, offrendo quegli stimoli che la conducono a riscoprirsi, rivalutarsi e a creare un equilibrio tra mente e corpo,  in particolar modo potenziando la memoria, patrimonio della nostra esistenza.
Il Memory Power Improvement® è stato il metodo pedagogico clinico utilizzato per potenziare, migliorare e mantenere la memoria nel rispetto di una “concezione olistica” della persona, avendo riguardo della sua totalità.
Non è possibile parlare di potenziamento della mnesi senza riconoscere lo stretto legame tra mente e corpo: “Qualsiasi alterazione fisica che ostacoli l’integrità del corpo, conduce a un conflitto più o meno grave, così come qualsiasi disagio psichico si esprime anche attraverso manifestazioni corporee” (G. Pesci, M. Fiore, Mnesi e invecchiamento, Magi, Roma, 2002).
L’originalità del metodo MPI consiste nell’offrire alla persona una molteplicità di stimoli afferenti chiamando a sostegno tutti i canali informatori: sensoriali-percettivi, organizzativo-corporei, creativi, umoristici, immaginativo-mentali idonei ad aiutare la persona in ogni occasione di vita.
Sono state vissute esperienze di relazione che hanno permesso ai partecipanti di riscoprire le proprie abilità, potenziare nuovi equilibri e favorire nuovi apprendimenti in un clima libero da prestazioni stressanti. 
Il nostro intervento di aiuto ha permesso a ciascuno di “ascoltare, sentire, e vivere” il proprio corpo, di raggiungere un benessere psicofisico tale da favorire un miglioramento delle sue abilità e disponibilità.
Per promuovere uno scambio  relazionale abbiamo creato una situazione che mettesse a proprio agio il gruppo, attraverso l’utilizzo della presentazione immaginativa, atta a far emergere risposte creative.
In seguito, ogni persona del gruppo ha avuto l’opportunità di parlare di sé agli altri sviluppando sentimenti di appartenenza e di intimità verso il gruppo.
Successivamente, per il potenziamento degli equilibri psicocorporei, è stato utilizzato il Discover Project® idoneo per una intensa partecipazione vissuta e presa di coscienza di ogni parte del proprio corpo attraverso contrazioni e decontrazioni muscolari.
Inoltre, sono state proposte esperienze orientate a favorire la relazione tra i partecipanti attraverso l’utilizzo della danza “..come libera espressione di sé: un corpo che entra in azione stimolato dai ritmi della musica e che favorisce l’integrazione nel gruppo”; del movimento come atto per vivere liberamente la propria cinestesia, corporeità.
Ogni persona, ha avvertito la delicatezza dei propri movimenti, la riscoperta di ogni segmento corporeo, l’organizzazione ritmo-respiratorio cinetica, per giungere ad una diversa concezione topografico-corporea, una migliore percezione del proprio corpo ed una maggiore conoscenza di sé.
Per il potenziamento della mnesi, sono state realizzate esperienze rivolte a stimolare le abilità senso-percettivo-visiva, tattile, olfattiva. La memoria è sollecitata da ciò che si vede, da ciò che si ode, che si tocca e ciò che si assapora. Un’attenzione richiamata anche da stimoli rilevanti ed inaspettati ad effetto sorpresa validi per incentivarne il ricordo.
Altro contributo è l’Umorismo, ricordiamo bene avvenimenti della nostra vita che ci hanno fatto sorridere e divertire. Esso è un modo per affrontare problematiche che sono fonti di disagio e di stress.
Le opportunità ricreative e ironiche dell’umorismo hanno offerto ad ogni persona la possibilità di superare le proprie tensioni emotive, le insicurezze, le inibizioni nelle relazioni. I partecipanti, hanno rievocato situazioni bizzarre del loro passato, creando particolari occasioni di confronto vissute con simpatia e piacere.
Proprio perché il sorridere e il ridere produce un benessere psico-fisico le nostre esperienze sono state rivolte, a creare momenti di distensione e di divertimento, finalizzati alla riscoperta di piccole gioie da condividere insieme agli altri.
La lettura di poesie realizzata, sono state esperienze di maggior sensibilizzazione e riflessione. Ognuno, ha fatto ricerca di frasi, brani, strofe e poesie, che maggiormente hanno sollecitato il proprio interesse e durante gli incontri sono state lette, narrate e recitate in un clima di autentica spontaneità.
Quasi al termine del percorso, per garantire un messaggio positivo e una forza ergica sono state proposte, le immagini mentali. Come il metodo MPI sottolinea, le esperienze immaginative stimolano la memoria. Esse sono un mezzo per sollecitare sensazioni, emozioni, che “permettono di dipingere un quadro nella mente di ciascuno di noi”.
“Le immagini mentali permettono di vedere con l’occhio della mente, di pensare per immagini visive, di partecipare a una visualizzazione i cui effetti sulla memoria sono di grande aiuto anche, per quanti, inizialmente, evocano solo immagini con contorni vaghi, imprecisi o incerti”.
Prima di vivere l’esperienza immaginativo-mentale abbiamo creato in ciascuno, una condizione assorbente adatta a fare proprie le sollecitazioni verbali, tramite una abbattimento degli stati tensionali, partendo dall’assumere una posizione comoda e vivere una distensione e calma, l’immagine positiva di sé ha rafforzato la fiducia in se stessi, migliorato la conoscenza dei propri limiti e sviluppato il desiderio di potersi sentire liberi e forti.
Per favorire la creatività sono state utilizzate le Forme informi. Le immagini utilizzate hanno offerto la possibilità ai partecipanti di comunicare e interagire, confermando ulteriormente le loro abilità creative. Questa attività si è rivelata utile perché ogni partecipante ha rivissuto esperienze passate, che erano inizialmente confuse e che poi si sono rese sempre più chiare.
Tutti i partecipanti hanno espresso sensazioni di libertà, di “volare” con il pensiero, di usare la propria mente in un modo  non  usuale. Si sono sentiti spinti a migliorare, vivere nuove esperienze. Riportiamo le sensazioni di un partecipante del gruppo, il signor. Riccardo A, ottant’anni, che ha affermato:  “Nonostante la mia età non mi sono sentito impedito. Anzi, il mio ricordo, la mia mente, tutto il mio corpo ha vissuto esperienze che mi hanno messo in azione, mi hanno incoraggiato a non abbandonarmi alla vecchiaia, ma a viverla, migliorarla e a potenziare le mie abilità. E’ bello non sentirsi impedito perché sono vecchio.”
L’intervento di aiuto  ha offerto, alle persone,  stimoli necessari atti a favorire la riscoperta delle proprie abilità, rendendole propositive, con il desiderio di agire per rendere la propria vita migliore. Inoltre, attraverso le  varie esperienze vissute, hanno conosciuto un nuovo modo di porsi e di essere.
Un viaggio che ha condotto verso la disponibilità, l’accettazione, lo star bene con se stessi fino a raggiungere un’armonia, un benessere atto a favorire la capacità di concentrazione e di cooperazione tra persone di diverse età.
Il metodo MPI dimostra come la Pedagogia Clinica con i suoi principi e il Pedagogista Clinico®  con le sue modalità d’intervento in aiuto alla persona, possono garantire una un’equilibrata evoluzione psicofisica e socio-relazionale e un conseguente potenziamento delle abilità mnestiche.

 Anna greco
                                            Pedagogista Clinico® 
Daniela Lavermicocca
Pedagogista Clinico®